In occasione della ricorrenza dei 4 anni dall’inizio del conflitto fra Russia e Ucraina, quest’oggi il Comitato Antimilitarista Livornese, con il sostegno di varie realtà locali, scenderà in piazza alle 17.30 in via Grande (angolo via del Giglio). Lo scopo della manifestazione è quello di dire no a tutte le guerre e di conseguenza anche al riarmo.
“Quattro anni in cui il conflitto in corso nella regione sino dal 2014 è stato trasformato in una guerra totale che ha già provocato centinaia di migliaia di morti e distruzioni incalcolabili da entrambi i lati del fronte – si legge nel comunicato condiviso dal Comitato -. L’opposizione alla guerra tuttavia cresce e i disertori aumentano, mentre al contrario i governi europei, fra cui l’Italia, si impegnano per la continuazione della guerra, alimentando abilmente la psicosi della minaccia internazionale, attraverso la propaganda bellica, la reintroduzione del servizio militare in molti paesi e nuovi ingenti finanziamenti. La Commissione Europea ha presentato una proposta di legge che prevede per il governo Zelensky un finanziamento di 90 miliardi garantito dal bilancio europeo. Questi 90 miliardi – prosegue la nota – si aggiungono agli oltre 200 già stanziati dall’Unione Europea e dai governi degli stati membri. L’Italia è direttamente coinvolta nella guerra, nel quadro dell’intervento della NATO e dell’UE, ha contribuito con più di 20 miliardi tra finanziamenti diretti e contributi al fondo europeo di sostegno al governo di Kiev.
La corsa al riarmo finalizzata a far fronte al contesto europeo e alla guerra in Ucraina si traduce anche in iniziative come la reintroduzione del servizio militare, annunciata da Crosetto in linea con quanto sta già avvenendo in Germania e altri paesi europei: uno scenario che vedrà intensificarsi ulteriormente la propaganda militarista nelle scuole e negli organi di informazione.
Opporsi a tutto questo è possibile – conclude il Comitato -. I lavoratori, con i blocchi di questi mesi, ci danno la dimostrazione che si può fermare la guerra anche da qui, con l’impegno di tutte e tutti”.
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