Maratona di donazioni all’ospedale di Prato per salvare i pazienti

PRATO – Nei giorni scorsi all’ospedale di Prato si è verificata una situazione eccezionale: sono stati individuati due donatori multitessuto in arresto cardiaco deceduti nei reparti di degenza, tre donatori di organi e tessuti deceduti in terapia intensiva in morte encefalica ed infine un donatore di polmone a cuore fermo deceduto in pronto soccorso.
Nonostante la quasi contemporanea gestione della complessa procedura sanitaria da attivare in questi casi (dall’accertamento della morte all’attivazione della Commissione medica multidisciplinare e delle équipe chirurgiche per i prelievi fino al coordinamento dei trasferimenti degli organi) gli operatori e le strutture del Santo Stefano hanno reagito benissimo e l’esito è stato positivo: i sei donatori hanno permesso i trapianti in Centri regionali ed extraregionali in pazienti in lista d’attesa.

Quattro hanno ricevuto il fegato e tra questi un bambino di appena 6 mesi, due il rene; in due donatori è stato possibile prelevare anche i tessuti tra cui le cornee, i tessuti cutaneo ed osseo poi inviati alle Banche dei tessuti regionali per il relativo trattamento conservativo che permetterà in futuro di trapiantare altri dieci pazienti in lista di attesa per un tessuto.

Rilevante, per la particolare modalità, la donazione di un paziente di 45 anni deceduto per improvviso arresto cardiaco mentre era per strada. L’attenzione si è quindi rivolta ad una possibile donazione di polmoni dando avvio a Prato, alla prima esperienza di prelievo di organi in donatore a cuore fermo. Il paziente era iscritto all’Aido, com’è stato possibile verificare sul Sistema Informativo Trapianti nazionale e come confermato anche dai familiari.

Tutte queste circostanze hanno impegnato in maniera efficacie per la gestione dell’evento, il personale medico e infermieristico del Pronto soccorso, della Rianimazione, del Coordinamento locale ospedaliero con il supporto esterno del Centro regionale allocazione organi e tessuti e del Centro nazionale operativo in Roma.
E’ poi intervenuta l’équipe chirurgica del Centro trapianti di polmone di Siena che ha valutato il donatore e la funzionalità degli organi polmoni per un possibile trapianto.

Il dottor Alessandro Pacini, direttore della struttura donazioni organi e trapianti aziendale ha sottolineato il costante impegno e professionalità del coordinamento ospedaliero donazioni diretto dalla dottoressa Sara Bagatti con il supporto delle infermiere Serena Caselli e Selenia Ceccotti. All’impegnativo percorso di donazione e trapianto dei sei pazienti hanno contribuito i medici e gli infermieri del Dea, diretto dal dottor Simone Magazzini e dalla coordinatrice infermieristica Tania Masolini, del 118 diretti dal dottor Rocco Giuseppe Caprino e dalla coordinatrice infermieristica Concetta Manzone, della Rianimazione diretta dal dottor Guglielmo Consales e dalla coordinatrice infermieristica Beatrice Bettazzi e dagli operatori del comparto operatorio diretti dalla coordinatrice infermieristica Donatella Granci.