Maratona di New York, si corre contro la paura: Umbria in prima fila, e Viareggio presente con la Farmacia Calandra

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NEW YORK – ( di Eleonora Pieroni ) – Leonardo Cenci ce la fa e conclude la Maratona di New York 2017 con 4h 6’’ 16’ indossando il pettorale N. 56858! “Dedico questa mia impresa a tutti i malati che lottano ogni istante per la propria vita, sperando di offrire loro un messaggio di speranza e di consapevolezza che nulla è impossibile se ci si crede veramente. Lottare sempre, resistere, mantenere il controllo e forza di volontà; sono queste gli alleati migliori da mettere obbligatoriamente in campo quando si porta indosso una croce come il cancro. Con questa vittoria spero di lanciare un forte messaggio di speranza, e dimostrare al mondo intero che è possibile avere un cancro e non sentirsi e credersi malati.” È questo il messaggio di Leonardo scritto sui social, parole piene di emozione e di speranza per tutti i malati che lottano ogni giorno.

È una storia forte, unica, emozionante quella di Leonardo Cenci raccontata lo scorso anno nella mia rubrica in occasione della sua prima maratona a New York. Cinque anni fa gli viene diagnosticato un cancro al polmone con metastasi al cervello e alle ossa, da lì inizia la sua battaglia con un unico obiettivo: sconfiggere il cancro con la terapia e con la “visualizzazione” di vedersi guarito. Dal 2013 Leo è Presidente della Organizzazione ‘Avanti Tutta’ Onlus nata per dare sostegno e un po’ di gioia ai malati di cancro. La fondazione ha già raccolto 200mila euro per il dipartimento di Oncologia medica dell’ospedale di Perugia.

Lo scorso anno Leo ha corso la maratona con 4h27’57’’ quest’anno il suo obiettivo era 4h10 minuti, e invece il risultato è stato meglio del previsto con 4 min di anticipo.

L’oncologa che segue Leonardo ha dichiarato durante la conferenza tenutasi al Consolato Italiano di NY, che tutti i malati hanno la possibilità di affrontare il cancro con la terapia ma anche con un approccio allo sport così costante e determinato come quello di Leonardo. Pensate che Leo ha da poco ricevuto una medaglia d’oro al valore atletico per merito eccezionale, consegnatagli dal presidente Giovanni Malagò.

Quella di quest’anno è una maratona davvero speciale non solo per Leo ma per tutta la gente presente a NY in questo periodo; il 5 novembre a New York hanno corso contro la paura, dopo la strage del giorno di Halloween questa è la prima vera occasione per dimostrare la forza di reazione di questa città.

Sono oltre 53.000 i partecipanti a questa 47esima edizione, duemila in più rispetto allo scorso anno, la parte del leone la fanno naturalmente gli Stati Uniti con 38.000 iscritti, di cui oltre 19.838 sono dello stato di New York, come sempre l’Italia ha fatto la sua parte con ben 3.002 podisti iscritti.

Quest’anno però tra i tanti record se ne è registrato uno non certo invidiabile, Carlos Gomez, capo della polizia di New York aveva annunciato: “ci sarà il più grande dispiegamento di forze dell’ordine di sempre, la maratona non è mai stata così blindata…” Bill De Blasio, aveva promesso sicurezza e così è stato: «Vedrete tanti agenti armati, ma per proteggerci saranno prese anche misure che voi non vedrete, siamo fiduciosi che tutto andrà secondo i piani». Il compito di tutti noi è stato quello di partecipare, in ogni modo possibile, con gioia, coraggio, fierezza, mostrando al mondo intero la reazione di chi non vuole e non può piegarsi a questa insensata ferocia. Qualunque cosa succeda noi ci saremo a dimostrazione del fatto che il terrore non può vincere la nostra voglia di vivere, il nostro desiderio di una vita normale. Il piccolo, grande coraggio di chi domenica ha partecipato a questo magico evento, podista o spettatore che sia, rappresenta la miglior risposta possibile a chi ci vorrebbe vedere piegati dalla paura, rintanati al sicuro delle nostre case. Ed in una giornata come questa non poteva mancare la voce dell’Umbria presente con tanti suoi partecipanti, un piccolo esercito capitanato da due “personaggi” speciali, gente che quanto a coraggio può davvero fregiarsi dei gradi di generale.

Leonardo è di nuovo a New York, col suo sorriso contagioso, con quella voglia di vivere che di per sè rappresenta un miracolo ed un esempio per le tante persone che in ogni angolo del mondo si trovano a combattere contro il cancro.

Leonardo ha insegnato a tutti noi che trovando la forza di reagire, diamo dignità alla nostra vita, diventiamo esempio per gli altri, contagiamo il nostro prossimo con la semplicità del coraggio di vivere.  

Leonardo rientra nella storia della maratona come il primo corridore ad aver corso con la malattia in atto. Quest’anno Leonardo è a New York anche come testimonial del progetto “L’Umbria corre con Leonardo”.  Un documentario racconterà gli allenamenti di Leonardo e dei suoi amici sullo sfondo di meravigliose località della regione Umbria.

Perugia, Orvieto, il Monte Subasio, Assisi, Spello, le Cascate delle Marmore e il Lago Trasimeno, sono solo alcuni degli scenari che potranno essere ammirati nel video che è stato presentato al Console Generale a New York, Francesco Genuardi e giornalisti presenti durante un pomeriggio dedicato all’Umbria, con la partecipazione di esponenti delle istituzioni, dell’industria, dello sport e dei media.

Alla maratona con Leo ha partecipato con il ruolo di “lepre” Antonio Baldaccini imprenditore della Umbra Group di Foligno che ha concluso con 4h4’47’’.

A Leonardo quest’anno si è unito un’ altro “capitano coraggioso” e sono davvero fiera di poter dire che anche lui viene dall’Umbria.  Luca Aiello, di Corciano, non vedente di quarantacinque anni ha corso alla maratona di New York.

“Umbria in good health running in New York, Umbria in salute correndo a New York” Questo lo slogan che accanto allo stemma della regione Luca porterà sulla sua maglia.  “Alla maratona di New York – ha detto Luca – porterò l’Umbria che non si arrende e che è in buona salute, lanciando un messaggio di positività per quanti vivono situazioni di disabilità. Per persone come me, lo sport è uno strumento importante d’integrazione e di promozione della salute. Da quando ho iniziato a correre, sto meglio fisicamente e psicologicamente, sono passato da cento a 74 chili e mi sento più sicuro di me stesso, nonostante la mia disabilità”. Luca a New York correrà insieme a Caldarelli, l’amico di sempre che sarà la sua guida anche per le strade della Grande Mela, uniti da un nastro legato ai polsi, correranno praticamente mano per mano, oltre al coraggio e alla passione, rappresentano la testimonianza di come, con la fiducia reciproca, si possa superare qualsiasi barriera.

Sono felice che esistano persone come Leonardo e Luca, orgogliosa di incontrarli a New York in un giorno come questo.

Ma a New York, alla Maratona, c’era anche un famoso viareggino: il dottor Giovanni Bergamini, titolare della farmacia Calandra che ha corso con la maglia con Burlamacco, portando negli Usa il Carnevele di Viareggio, e la sua mamma Paolina

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