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Marina di Pietrasanta, la vendita del bagno Felice è un caso

“Ne abbiamo parlato anche troppo, preferisco non dire niente”. Massimo Mallegni, ex primo cittadino e senatore, prova a darci un taglio. Domenica, 29 marzo, il Fatto Quotidiano aveva ‘sganciato la bomba’: l’annunciato acquisto da parte di Dimitri Kunz, compagno dell’ex ministra del turismo Daniela Garnero in Santanché, sembrerebbe lontano dalla conclusione.
Il clamore era nato dal fatto che il quotidiano di Travaglio aveva riportato le dichiarazioni del politico pietrasantino dove emergeva che il preliminare per l’acquisto di Kuntz del bagno Felice di Marina di Pietrasanta, appartenente alla sua famiglia, “è stato firmato ma finora non hanno pagato nulla” con l’ex senatore che aveva sottolineato “Il mio avvocato l’ha già diffidato due volte” e che sarebbe “partita la terza diffida” puntualizzando che i potenziali acquirenti “telefonano ai clienti e dicono ‘abbiamo noi lo stabilimento balneare’. Loro ce l’hanno lo stabilimento balneare il giorno che firmano il contratto e pagano”.
Se Kuntz non aveva voluto rilasciare dichiarazioni in merito al giornalista, nella stessa giornata Mallegni, oltre a specificare di essere solo un socio di minoranza della società, aveva inviato una nota ai giornali sostenendo che per quanto ne sapesse lui, “è stato sottoscritto un preliminare di vendita tra La Bagno Felice Srl e Marina 24 srl” e sarebbe stato “regolarmente versato un importo di 800mila euro come caparra confirmatoria attraverso un atto pubblico in sede notarile e quindi liberamente consultabile” aggiungendo che “É previsto che il rogito avverrà nelle prossime settimane” e che “Ogni altra ricostruzione è frutto di fantasia e di gogna mediatica nei mie riguardi e nei confronti di altre persone non coinvolte nella compravendita”.
Una versione confermata anche da parte di Kuntz il quale aveva tenuto a precisare tramite una nota che “l’acquisto del Bagno Felice è in attesa del rogito nei modi e nei tempi concordati nell’atto preliminare di vendita. Gli importi dovuti, previsti in tale atto, sono stati interamente versati”.
Oggi, 30 marzo, il Fatto è tornato sulla vicenda dicendo di avere registrato quanto detto da Mallegni e sottolineando l’esistenza di “un interesse pubblico” della cosa, considerando che “fino alle dimissioni del 25 marzo scorso era il compagno della ministra del turismo Daniela Santanchè, titolare del dicastero competente in materia di stabilimenti e con la quale, oltre la vita privata, ha condiviso attività imprenditoriali e le attuali imputazioni giudiziarie”.


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