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Mascarade Opera, Fantasiestücke incanta Palazzo Corsini

C’è qualcosa di profondamente coerente tra la primavera che inizia e le Fantasiestücke andate in scena ieri a Palazzo Corsini al Prato. Non solo per il calendario, ma per quella qualità emotiva tipicamente romantica – sospesa tra malinconia e slancio – che il Trio Mascarade ha saputo restituire con misura e intensità.
Il concerto si è mosso lungo un filo sottile ma solido: quello che unisce Schubert, Schumann e Brahms in un’idea di musica come racconto interiore. Non un semplice programma da repertorio, ma un vero itinerario emotivo, costruito con intelligenza e sensibilità.
Al centro, la guida sicura e raffinata di Julia Lynch, capace di tenere insieme le diverse voci con equilibrio e profondità. Accanto a lei, il violino di Tijmen Huisingh ha portato chiarezza e slancio, mentre il clarinetto di Lorenzo di Ionna ha aggiunto una dimensione timbrica particolarmente suggestiva, soprattutto nei passaggi più intimi e cantabili.
Ma è stata forse la presenza del soprano Mariam Suleiman a dare al concerto un respiro ulteriore: una voce giovane, ma già capace di inserirsi con naturalezza nel tessuto cameristico, arricchendolo senza sovrastarlo.
Il risultato è stato un concerto che non ha cercato effetti facili, ma ha puntato sulla qualità dell’ascolto e sulla costruzione di un’atmosfera condivisa. Un segnale chiaro della direzione artistica di Mascarade Opera: coltivare talento, dialogo e profondità, senza rinunciare a una dimensione internazionale.
Più che un semplice appuntamento musicale, Fantasiestücke si è rivelato un invito ad ascoltare – davvero – ciò che la musica romantica ha ancora da dire oggi.


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