Massacrato e ucciso a colpi di casco, il Tribunale dei Minori respinge la messa alla prova

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Delitto di Halloween, l’udienza per il dibattimento e la sentenza è stata rinviata al prossimo 5 ottobre. Solo un punto fermo, oggi: la richiesta di messa alla prova, avanzata dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi, i legali del minorenne reo confesso di aver massacrato a colpi di casco Manuele Iacconi, è stata respinta. “Al momento non è stata accolta, va riverificata – ha spiegato la difesa – e la riproporremo alla prossima udienza. I servizi sociali, sentiti questa mattina, hanno risposto positivamente sul nostro assistito. Ma il ragazzo, pur avendo recuperato molto in comunità, ancora non è pronto”. Una vicenda terribile, quella accaduta nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre in via Coppino in Darsena, quando Manù, un 35enne di Massarosa, fu letteralmente pestato a sangue, e lasciato in terra esamine. La svolta del caso fu il pochi giorni dopo quando il ragazzino, accompagnato dai suoi legali, si presentò in Commissariato ammmettendo di aver colpito Manuele Iacconi, ma dando una versione diversa dei fatti rispetto a quanto riferito dai vari testimoni del fatto. “Ho agito da solo – aveva raccontanto ai poliziotti, aggiungendo che stava tornando a piedi da un locale del vialone e una volta in via Coppino di aver chiesto una sigaretta a Iacconi che era in auto fermo in coda al semaforo. Gesto, questo, frainteso da Manuele Iacconi che sarebbe sceso, lo avrebbe preso per il bavero e schiaffeggiato. “Mi sono difeso –aveva aggiunto il minorenne -, ho raccattato un casco che era in terra e ho iniziato a colpirlo”. Fino a mandarlo in coma. Poi la fuga. “Oggi, in aula, ha pianto – ha aggiunto l’avvocato Ciardelli -, è pentito”. E ha confermato quanto già messo a verbale durante l’interrogatorio, ossia le proprie responsabilità, ma descrivendo anche il ruolo avuto dagli altri, il coetaneo minorenne e i due maggiorenni. Dopo mesi dalla mattanza, il giorno dell’arresto e il gesto di sfida del 17enne che, seduto nella volante del Commissariato di Polizia di Viareggio per essere trasferito nel carcere minorile di Roma, ha mostrato il dito medio alzato, sono ancora vivi nei ricordi di chi, familiari e amici di Manuele Iacconi, ha perso una persona cara.

Per quanto riguarda l’altro minorenne, anche lui finito in manette, la data del processo non è ancora stata fissata, mentre per i due maggiorenni, Alessio Fialdini e Federico Bianchi, invece, le indagini sono ancora aperte. Il pm della Procura di Lucca, dottoressa Sara Polino, sta ancora aspettando gli esiti dei rilievi della Scientifica per poi decidere se rinviarli a giudizio o archiviare la loro posizione.

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