Massacrò a colpi di casco Manuele Iacconi: l’Appello conferma la condanna a 12 anni

VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Delitto di Halloween: confermata la sentenza di primo grado a 12 anni oggi in Appello a Firenze, per il giovane reo confesso di aver massacrato a colpi di casco Manuele Iacconi, morto dopo un mese dall’aggressione avvenuta in via Coppino, in Darsena a Viareggio. Due ore di discussione, con il procuratore generale, dottor Fabio Origlio, ex pm a Lucca da poco trasferito a Firenze, che ha sostenuto l’accusa chiedendo la conferma della condanna. Poi una lunga camera di consiglio. Soddisfazione, per il verdetto, da parte della famiglia del giovane massarose ucciso, presente al processo con i suoi legali, avvocati Riccardo Carloni e Luca Fontirossi. “Non appena avremo letto le motivazioni faremo ricorso in Cassazione – fanno sapere i legali avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi. Dopo l’autoaccusa, resa difronte agli uomini dell’Anticrimine del Commissariato di Polizia di Viareggio, il ragazzo, minorenne all’epoca dei fatti ( motivo, questo, per cui, come deontologia impone, omettiamo il nome, nrd ), aveva cambiato versione. Davanti al Pubblico Ministero Sara Polino della Procura di Lucca, che segue le indagini in merito ai maggiorenni, un mese fa, durante l’incidente probatorio, aveva infatti tirato in ballo Alessio Fialdini e Federico Bianchi, difesi rispettivamente dagli avvocati Massimo Landi e Maria Laura Bitonte, affermando che sarebbe stato il primo a sferrare il primo colpo di casco a “Manù, e il secondo a prendere a pugni Matteo Lasurdi. Le indagini  sui due maggiorenni sono ancora in corso, il magistrato inquirente, infatti, è ancora in attesa da mesi – nonostante i vari solleciti – degli esiti degli esami della Scientifica di Roma sui vestiti e i caschi per decidere se chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento. La condanna del giovane in primo grado a 12 anni, confermata oggi in Appello, risale allo scorso 5 ottobre ( LEGGI ANCHE: Massacro di Halloween: 12 anni al minore reo confesso . ). La difesa, affidata agli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi,  aveva chiesto uno sconto di pena per il ragazzino, attualmente in una comunità di recupero in Emilia Romagna dove resterà fino al giudizio in Cassazione, e la MAP – messa alla prova, per evitare il carcere – ma entrambe le richieste, cosi come la perizia psichiatrica, non sono state accolte.

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