Massacro gay a Orlando, Alessio De Giorgi: “L’omofobia va sconfitta culturalmente e con la legge”

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FLORIDA – Una tragedia senza precedenti,  la più grave, in America, dopo quella del 11 settembre delle Torri Gemelle, quella avvenuta ad Orlando, in Florida: 50 morti, in una disco gay, e altrettanti feriti, per mano di un giovane che, armato di un fucile d’assalto e di un altro ordigno è entrato nel locale, il Pulse, e ha fatto una strage, per poi barricarsi all’interno, prendendo in ostaggio alcuni clienti, fino a quando le teste di cuoi hanno fatto irruzione e lo hanno ucciso. Il terrore, il panico, in una notte, quella di sabato, tra giovani omosessuali che si ritrovano abitualmente per ballare e bere, e che sul momento non si sono nemmeno resi conto di cosa stesse accadendo, fino a quando, visto il sangue, e gli amici a terra, hanno tentato la fuga per strada dalle uscite di sicurezza. Il killer, identificato, è Omar Mateen, 30enne americano di origini afgane. L’Fbi – afferma la Cnn citando fonti dell’agenzia federale – sta indagando su possibili legami tra la strage e il terrorismo islamico, ma secondo il padre, ascoltato dalla Polizia, il movente del plurimo omicidio messo a segno dal figlio sarebbe l’odio verso i gay e non la religione. Il giovane, qualche mese fa, avrebbe visto due omosessuali che si baciavano a Miami e sarebbe rimasto scioccato. Ma sul web i jihadisti stanno celebrando la sparatoria di Orlando come “il miglior regalo per il Ramadan”, come si legge nel tweet di Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete: “Possa Allah accogliere l’eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso”. Rivendicazioni della strage, al momento, però, non ci sono.

alessio-de-giorgi5Stamani ho appreso credo tra i primi in Italia la notizia da Orlando – commenta Alessio De Giorgi, ex direttore di Gay.it e oggi nello staff del premier Matteo Renzi: “Prima notizie confuse, che non lasciavano capire la reale gravità della strage. Poi la certezza. Ed ora, l’assurdità delle motivazioni, se così possono essere chiamate le ragioni che spingono una persona a imbracciare un fucile ed uccidere cinquanta persone e ferirne altrettanti”. Un criminale? Un pazzo? “Sicuramente entrambe le cose – risponde De Giorgi, contattato dalla redazione di TGregione.it: “Ma anche un esaltato. Io non sono religioso, sono ateo, ma ho per le religioni un approccio di curiosità antropologica, che me le fa osservare e giudicare con rispetto e rigore. Anche per vicende personali conosco abbastanza bene l’Islam e so bene che va rigorosamente distinto chi è musulmano e chi è integralista. Ciò nonostante, pur con quel rispetto che è dovuto verso le persone e le religioni, credo che sull’omosessualità larghissima parte del mondo islamico, se non la quasi totalità, vada completamente in corto circuito, un po’ come accadeva nei paesi occidentali trenta-quaranta anni fa”. “Questa questa vicenda deve far riflettere anche il nostro paese ed il mondo occidentale – aggiunge -, perché non tutto è scontato, perché questo Paese non contempla i crimini d’odio per orientamento sessuale (unico in Europa!), perché chi professa odio nei confronti delle persone omosessuali – sia questo un integralista musulmano o cattolico o un omofobo, poco davvero importa – va sconfitto. Culturalmente e con la legge. Questa vicenda ne è la più drammatica dimostrazione. Del resto, come Gay.it da anni seguiamo e registriamo la situazione delle persone omosessuali in quasi tutti i paesi islamici, con cambiamenti in positivo che sono davvero minimali, se non ci troviamo di fronte a volte a un peggioramento della situazione”.

 

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