Non trova ancora una soluzione la crisi politica aperta nei giorni scorsi nell’amministrazione comunale di Massarosa dopo che Federico Gilardetti e Michela Sargentini, consiglieri di Sinistra Comune che si erano divisi le deleghe del vicesindaco Stefano Natali a seguito delle sue dimissioni a luglio, non hanno partecipato alla votazione di bilancio.
I due avevano raccontato di aver fatto presente alla sindaca Simona Barsotti che non avrebbero partecipato “per non mettere in crisi la maggioranza” visto che la pensavano diversamente e avrebbero “appreso dalla stampa” di essere stati fatti fuori con la prima cittadina che invece aveva sottolineato di aver preso questa decisione proprio “Perché non hanno partecipato alla votazione del bilancio”, un atto ritenuto “fondamentale” per la vita del Comune.
Sono ‘volati gli stracci’ dopo mesi di battibecchi e discussioni – compreso il possibile reintegro di Natali – con accuse da una parte e dall’altra. E la crisi non si è ancora risolta.
In tutto questo ‘sguazza’ l’opposizione. “La giunta è in una fase di tensioni senza precedenti – affermano i consiglieri Marzia Lucchesi, Nicola Morelli, Pietro Cima e Pietro Bertolaccini – la svolta negativa è avvenuta con le dimissioni del vicesindaco Damasco Rosi, elemento di equilibrio. Chiediamo un gesto di coerenza: restituire la parola ai cittadini”.
Una posizione che trova concorde Daniele Altemura, segretario comunale a Massarosa di Forza Italia. “È sconcertante constatare come, dopo aver perso pezzi così significativi della propria compagine originaria – attacca Altemura – la sinistra preferisca oggi dedicarsi a ‘giochini sulle deleghe’ e scambi di accuse reciproche piuttosto che governare. L’assenza strategica di Sinistra Comune che ha disertato l’aula e le commissioni, lasciando la maggioranza nel caos, non è un episodio isolato. Un Comune non può essere gestito come un condominio in perenne lite, specialmente quando si parla di bilancio e programmazione. Se la sindaca Barsotti non è più in grado di garantire una squadra coesa e autorevole, priva com’è ormai dei suoi esponenti più rappresentativi e ostaggio di alleati che le voltano le spalle in aula, abbia il coraggio di ammettere che questa esperienza è giunta al termine”.
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