A Massarosa nasce Farmas: “Un risparmio per il comune di oltre 250 mila euro l’anno”

MASSAROSA – Il 29 luglio scorso in consiglio comunale è stato dato il via al progetto di fusione tra Ser.mas e Azienda Speciale Farmacie Comunali, entrambe cento per cento di proprietà del comune, mediante la preliminare trasformazione di quest’ultima in società a responsabilità limitata: Far.mas.

“Un’operazione che consentirà di ridurre il numero delle società partecipate come previsto dalla legge, razionalizzarne la gestione e risparmiare oltre 250 mila euro l’anno– dichiarano il sindaco Franco Mungai e il vice-sindaco con delega alle società partecipate Damasco Rosi -Avevamo già manifestato la necessità e la volontà di procedere laddove la legge lo richiedesse e lo consentisse, verso una razionalizzazione delle società partecipate per garantire un miglior funzionamento e un contenimento dei costi anche salvaguardando i posti di lavoro. Per Ser.Mas., oramai non operativa, abbiamo vagliato diverse soluzioni ma l’unica che si è rivelata concretamente possibile è stata quella di procedere alla fusione con l’Azienda Speciale Farmacie Comunali. Un percorso reso difficile ed incerto stante il complesso e continuo mutamento delle norme in materia.

Ieri c’è stata la firma dal notaio che ha messo il sigillo sul primo passaggio. Con questa operazione, per la buona riuscita della quale ci siamo avvalsi anche del prezioso supporto degli amministratori unici delle due società, d’ora in poi il comune di Massarosa potrà risparmiare oltre 250 mila euro l’anno.

Dal punto di vista strettamente tecnico – proseguono – con l’atto di ieri, che verrà depositato in Camera di Commercio, l’Azienda Speciale Farmacie Comunali è stata trasformata in Far.Mas. assumendo come forma societaria quella della società a responsabilità limitata, come suggerisce anche la Sezione Autonomie della Corte dei Conti. Dopodiché avverrà il deposito del progetto di scissione per incorporazione tra Far.Mas e un ramo di Ser.Mas così come approvato dal consiglio comunale e successivamente verrà fatta la delibera di scissione per incorporazione tra le due società. Trascorsi 60 giorni si potrà procedere con l’atto di scissione vero e proprio che sancirà la conclusione dell’iter.

Far.Mas., oltre a continuare nella gestione delle farmacie comunali, si porterà dietro anche la gestione dei servizi cimiteriali e l’attività di supporto al comune in ambito socio-educativo-culturale che prima facevano capo a Ser.Mas., mentre altri servizi verranno reinternalizzati. La nuova società avrà comunque per statuto la possibilità di svolgere in futuro e nel caso le leggi lo dovessero consentire numerosi altri servizi strumentali per conto del comune. L’altro ramo di Ser.Mas invece resterà in vita ancora per alcuni mesi con il solo ed esclusivo compito di gestire l’attuale immobile di sua proprietà che oggi ospita anche gli uffici comunali in via Papa Giovanni XXIII e che potrebbe rientrare nell’operazione di realizzazione del nuovo polo scolastico di Massarosa mediante permuta: se ciò non sarà possibile entro il 31 marzo 2018 si procederà alla definitiva messa in liquidazione. Se la realizzazione del nuovo polo scolastico invece maturasse in questo modo l’attuale scuola elementare verrebbe trasferita nel plesso nuovo di Massarosa, gli uffici comunali si trasferirebbero nell’attuale scuola elementare ed il comune risparmierebbe ulteriori 120 mila euro l’anno d’affitto, che sommati agli oltre 250 mila derivanti dalla fusione tra le due società, porterebbe ad un risparmio  complessivo per il comune di Massarosa di circa 370 mila euro all’anno.

In tutte le diverse fasi – continuano – abbiamo prestato attenzione anche alla salvaguardia dei posti di lavoro in forza a Ser.Mas. cosa che siamo riusciti ad ottenere attraverso un’opera di confronto e condivisione con le parti. L’alternativa che abbiamo scongiurato sarebbe stata la messa in liquidazione della società con il conseguente licenziamento delle unità lavorative. Siamo invece soddisfatti nell’intento, grazie alla collaborazione di tutti.

Nel futuro – concludono Mungai e Rosi – seguendo anche i mutamenti normativi, le opportunità e i nuovi scenari che si dovessero presentare valuteremo quali altre opportunità potremmo cogliere ed eventualmente quali altri servizi poter affidare alla nuova società se ciò dovesse rappresentare il perseguimento degli obiettivi di efficienza e di economicità a cui si deve ispirare la pubblica amministrazione”.

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