Massimiliano Baldini fuori dalla Lega, la conferma dal partito: “Decisione inappellabile, ma potrà chiedere di essere riammesso”

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VIAREGGIO –  “Il signor Massimiliano Baldini, ai sensi della deliberazione adottata dal Consiglio nazionale della Lega Nord Toscana in data 24 luglio 2017, non fa più parte dei nostri libri sociali”.

In poche righe il responsabile del tesseramento toscano della Lega Nord, Filippo Grassa, conferma, in una nota, il provvidemento disciplinare del “Carroccio” nei confronti di Massimiliano Baldini,: “La decisione – prosegue il breve comunicato stampa –  è inappellabile, ma l’interessato può comunque chiedere di essere riammesso agli organi competenti (ex art. 36 dello Statuto)”.

Decisione che era stata inviata sia a Domenica Pacchini  che ad Alfredo Trinchese.

Articolo 36 che così recita: ” Il Controllo sugli associati della Lega Nord e delle Nazioni e i provvedimenti sanzionatori. Gli organi della Lega Nord e delle Nazioni vigilano sul comportamento politico degli associati e sul rispettoda parte degli associati del presente Statuto e degli statuti delle Nazioni.

Le sanzioni applicabili nei confronti degli associati sono:
– il richiamo scritto;
– la sospensione fino ad un periodo massimo di dieci mesi con eventuale decadenza dalle cariche interne ed
esterne ricoperte;
 – l’espulsione dalla Lega Nord e dalla Nazione di riferimento per competenza territoriale a causa di indegnità
o di ripetuti comportamenti gravemente lesivi della dignità di altri associati, o a causa di gravi ragioni che
ostacolino o pregiudichino l’attività della Lega Nord o della Nazione o ne compromettano l’immagine
politica.
Per indegnità si intende il venir meno dei requisiti morali necessari per essere associato della Lega Nord e
della Nazione offrendone un’immagine consona ai relativi principi ispiratori.
Per gravi ragioni che ostacolino o pregiudichino l’attività della Lega Nord o delle Nazioni si intende qualsiasi
comportamento che, con atti, fatti, dichiarazioni o atteggiamenti anche omissivi, danneggi oggettivamente 
l’azione politica della Lega Nord o delle Nazioni, ovvero cerchi di comprometterne l’unità o il patrimonio
ideale. L’adesione a gruppi diversi da quelli indicati dal Movimento da parte di associati eletti alla carica di
Parlamentare, di Europarlamentare e di Consigliere, Presidente di Provincia e Sindaco, comprovata da
documenti ufficiali, determina la cancellazione d’ufficio dell’associato da tutti i libri sociali.
I provvedimenti sanzionatori sono applicabili anche a coloro che ricoprono cariche di diritto.
Il richiamo scritto e la sospensione nei confronti di Associati Ordinari Militanti con un’anzianità di militanza
inferiore a 10 (dieci) anni sono di competenza, rispettivamente, dei Consigli Provinciali e Nazionali. Organo
d’appello in entrambi i casi è il Collegio Nazionale dei Probiviri. In ogni caso è fatta salva la competenza del
Consiglio Federale e del Comitato Disciplinare e di Garanzia che possono deliberare autonomamente in
relazione ai fatti di cui vengano direttamente a conoscenza.
Nel caso di richiesta di espulsione di Associati Ordinari Militanti con un’anzianità di militanza inferiore a 10
(dieci) anni, il Consiglio Provinciale trasmette la segnalazione al Consiglio Nazionale che è l’organo
competente a decidere in merito. Contro i provvedimenti di espulsione adottati da parte del Consiglio
Nazionale è ammesso il ricorso al Comitato Disciplinare e di Garanzia.
Nell’ipotesi in cui la richiesta di provvedimento riguardi Associati Ordinari Militanti con un’anzianità di
militanza uguale o superiore a 10 (dieci) anni consecutivi, oppure riguardi i Padri Fondatori, i Sindaci dei
Comuni capoluoghi di Provincia o delle Aree Metropolitane, i Presidenti di Provincia, i Parlamentari, gli
Europarlamentari, i Consiglieri Regionali, la richiesta di provvedimento dovrà essere inviata dalla
delegazione territoriale competente al Consiglio Nazionale che, se la ritiene fondata, provvede a trasmetterla
al Comitato Disciplinare e di Garanzia che è l’organo competente ad assumere la decisione sul
provvedimento. Il Consiglio Nazionale può anche di propria iniziativa richiedere al Comitato Disciplinare e di
Garanzia l’adozione di un provvedimento.
In ogni caso, il Consiglio Federale o il Comitato Disciplinare e di Garanzia possono deliberare autonomamente per i fatti di cui vengono direttamente a conoscenza.
L’organo giudicante procederà all’accertamento dei fatti ed all’audizione dell’Associato deferito. L’eventuale
rinuncia dell’Associato al proprio diritto di difesa non esime l’organo giudicante dallo svolgere le attività
indispensabili ad una corretta ricostruzione dei fatti, prima di deliberare in merito.
La cessazione del rapporto associativo, per qualsiasi causa avvenga, non comporta alcuna liquidazione a
favore dell’ex Associato o dei suoi eredi.
La decisione di riammettere un soggetto in precedenza espulso o cancellato dai libri sociali è di competenza
del Comitato Disciplinare e di Garanzia su richiesta del Consiglio Nazionale o Federale”.

 

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