Sono passati oltre cento anni dalla sua prima pubblicazione, e il suo sconcertante contenuto continua a scuotere le coscienze. Anche stasera al Teatro degli Animosi, Stefano Massini porta in scena lo spettacolo “Mein Kampf” autobiografia paranoica di un invasato visionario, sempre più convinto di poter sublimare le sue personali frustrazioni in un progetto politico rivoluzionario quanto delirante. Stefano Massini ha incrociato i testi dei comizi del Führer con la prima stesura del suo libro-manifesto, dettato da Hitler mentre era recluso in una cella del carcere di Landsberg. Il risultato è un lavoro impressionante in cui emergono i contenuti folli portati avanti dall’autore: dal primato della razza all’apoteosi del condottiero, dall’amore incontrollato per la massa alla febbre per la propaganda. In questo fiume di parole prende progressivamente forma l’intera impalcatura del nazional-socialismo, offerto senza filtri da Massini non solo con lo stile ossessivo, barocco ed enfatico del testo originario, ma soprattutto in un millimetrico studio teatrale dei ritmi, dei toni, degli affondi verbali del dittatore tedesco.
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