Matteo Biffoni si ricandida a Sindaco di Prato. L’ufficializzazione ieri sera al Metastasio

Accolto da un lungo applauso Matteo Biffoni è salito sul palco del teatro Metastasio e visibilmente emozionato ha salutato il pubblico numerossisimo ieri sera, lunedì 7 gennaio, per “Prato città che cresce”. Un’emozione che per sua stessa ammissione pensava di non rivivere più dopo l’incontro  a Prato nel novembre del 2015 con Papa Francesco.

Una serata per riproporre la propria candidatura a Sindaco ma anche un invito che lui Primo Cittadino ha rivolto alla sua stessa cittadinanza per fare un bilancio di cosa è stato fatto in questi cinque anni e di cosa resta ancora da fare perché questa città, che è un’importantissima  realtà sociale a cui guardano con interesse anche altre amministrazioni italiane,diventi sempre più un riferimento europeo.

Ha parlato della crisi economica del distretto che ha fatto male alle famiglie e alle imprese ma anche alla possibilità che Prato ha nel riproporsi in nuove sfide perchè il suo Dna è vivo. Una città che il Sindaco racconta attraverso una serie di obiettivi raggiunti:Prato città blu,Autism Friendly; tra le prime in Italia  che concretizza la legge “sul dopo di noi”; la città che non dimentica Elisa Amato,e le donne vittime di violenza,promuovendo i loro diritti grazie a due proposte di legge che verranno discusse a breve in Parlamento; «Pet friendly» d’Italia: il Comune di Prato è primo in classifica nel 7° rapporto Animali in città 2018 di Legambiente. Ha sottolineato poi la grandezza del Volontariato con il Terzo Settore capaci in città di imprese straordinarie come anche la Protezione Civile.

Tra il pubblico presenti oltre  al Segretario del Partito Democratico Gabriele Bosi, l’onorevole Antonello Giacomelli, i consiglieri  regionali e la Giunta al completo insieme a tanti amici, militanti e gente comune che hanno applaudito a più riprese il Sindaco quando ha per esempio spiegato che dal 2014 il suo impegno è stato quello innanzittutto di amare Prato e di volere il bene della sua città.
Tra i momenti più importanti vissuti da Sindaco, Biffoni ha ricordato soprattutto gli incontri con i bambini nelle scuole e di quando Lu gli disse che da grande avrebbe voluto fare la sindaca. O delle notti insonni passate al telefono perché le piogge continue aumentavano i rischi di innalzare il livello di guardia del Bisenzio e bisognava intervenire.E del forte dispiacere perché le antiche mura del Conservatorio di San Niccolò erano andate in parte distrutte a causa di un violentissimo uragano nel marzo 2015. (Oggi,grazie ad una serie di interventi mirati le mura sono tornate al loro antico splendore così come la piazzetta omonima,tra le più belle della città).

“Un mestiere quello di Sindaco – ha concluso Biffoni – che  senza alcuna retorica non è il lavoro più bello del mondo ma può permettere di cambiare le cose come ad esempio una città purché si tenga bene a mente che Prato è una città straordinaria e merita tutto l’amore possibile. Per lei, per la nostra comunità, mi ricandido a sindaco di Prato”.