A Firenze si accende il confronto istituzionale sulla maxi antenna installata sul tetto di un edificio in viale Belfiore. Al centro della polemica le dichiarazioni della soprintendente Antonella Ranaldi, che aveva sollevato dubbi sull’iter autorizzativo, e la replica netta della sindaca Sara Funaro.
“Se la soprintendente si domanda se si tratti di uno scherzo, allora la domanda la rivolgo io a lei: sta scherzando?”, afferma Funaro, rispondendo alle critiche sull’installazione dell’impianto che ha riacceso il dibattito sul decoro urbano e sulla tutela del paesaggio cittadino.
La sindaca sottolinea come la procedura seguita sia conforme alle normative vigenti. “Le richieste – spiega – seguono un iter ben definito, passando per Arpat e la commissione paesaggistica. È previsto un termine di 60 giorni per il parere della soprintendenza: trascorso questo periodo, si applica il principio del silenzio-assenso”.
Funaro chiarisce anche il significato di questo meccanismo: “Non significa che la soprintendenza non si sia espressa, ma che nei tempi previsti non ha ritenuto di formulare un parere diverso rispetto al progetto presentato”.
Nel suo intervento, la sindaca richiama inoltre il ruolo e la responsabilità delle istituzioni, soprattutto in una città come Firenze. “Quando si rappresentano enti così importanti – evidenzia – non si rappresenta sé stessi, ma l’istituzione. Servono decisioni chiare e la capacità di assumersene la responsabilità”.
La vicenda della maxi antenna, visibile in una delle aree più trafficate della città, si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso l’equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela del patrimonio storico e paesaggistico. Un tema destinato a rimanere al centro del dibattito pubblico nei prossimi giorni.
Maxi antenna a Firenze, scontro istituzionale tra Funaro e Soprintendenza




