Maxi evasione in palestra, smascherati dalla GdF i “furbetti del no-profit”

LIVORNO – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno hanno individuato nuovi “furbetti del no-profit”: palestra, centro benessere e laboratorio di chinesiologia mascherati da società sportive dilettantistiche per poter pagare meno tasse. Centinaia di migliaia di euro sottratti al Fisco e ingiustificati rimborsi spesa per mascherare i compensi ai collaboratori.

Negli ultimi mesi, a seguito di capillari controlli e di accurate indagini di polizia economico-finanziaria nell’ambito del territorio della Val di Cornia, i finanzieri della Compagnia di Piombino hanno scoperto vere e proprie attività commerciali che operavano formalmente nel settore dello sport dilettantistico.
Una palestra, un centro benessere e un laboratorio di chinesiologia “travestiti” da società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, con l’obiettivo di evitare il pagamento delle imposte ed usufruire di regimi di tassazione agevolata, versando al Fisco poche centinaia di euro di tasse a fronte di ingenti introiti.
Le attività controllate si svolgevano con modalità del tutto analoghe ad altre gestite da imprenditori commerciali e con (dichiarato) scopo di lucro.
Le Fiamme Gialle, dopo un’attenta analisi di rischio, hanno avviato una serie di verifiche fiscali nei confronti dei predetti soggetti economici.
Dopo aver esaminato la documentazione presso le sedi e sentito in atti dipendenti e clienti, è emerso, tra l’altro, che questi ultimi risultavano essere stati tesserati presso enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, senza che ne fossero consapevoli, in quanto i clienti credevano di pagare una tessera di iscrizione associativa alla palestra mentre in realtà si associavano al CONI, risultando quindi come associati anziché appunto clienti.
Utilizzando, tra agli altri, questo ‘escamotage’, il (dichiarato) ente non profit poteva beneficiare delle particolari agevolazioni fiscali previste dalla legge per il settore.
I finanzieri hanno proceduto a “disconoscere” l’applicazione del regime fiscale più vantaggioso (ex L. 398/91) e a riqualificare le attività alla stregua di “imprese commerciali” a tutti gli effetti, ricostruendo, nel contempo, il volume d’affari che sarebbe dovuto essere tassato secondo le regole ordinarie.
Le attività di controllo nello specifico settore, svolte da febbraio a settembre di quest’anno, hanno consentito di rilevare e segnalare all’Agenzia delle Entrate maggiori ricavi, ai fini delle imposte dirette, per circa € 2 milioni, con un’evasione di IVA per circa € 286.000 e ritenute non versate per circa € 190.000.
L’attività svolta ha portato alla denuncia di 2 persone all’Autorità Giudiziaria di Livorno nella loro qualità di rappresentanti legali, per mancato versamento delle imposte ed appropriazione indebita aggravata.

La specifica attività condotta dalla Guardia di Finanza si inquadra nell’ambito delle iniziative intraprese dal Corpo allo scopo di reprimere l’evasione fiscale e, parallelamente, insidiosi fenomeni di concorrenza sleale nel mondo del (mascherato) non-profit e delle fittizie società sportive dilettantistiche, le quali, “sotto mentite spoglie”, danneggiano gli imprenditori onesti che operano nel pieno rispetto della legge.

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