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Maxi operazione Polizia contro criminalità cinese, anche a Firenze

Una vasta e coordinata operazione della Polizia di Stato, sotto l’egida del Servizio Centrale Operativo (SCO), ha messo a segno un duro colpo contro i circuiti criminali gestiti dalla comunità cinese in Italia. L’intervento, che si è concluso ieri, ha coinvolto le Squadre Mobili di oltre venti città, tra cui Ancona, Milano, Roma, Firenze e Padova, e ha avuto come obiettivo il contrasto di reati che vanno dall’immigrazione clandestina allo sfruttamento del lavoro e della prostituzione, dalla contraffazione al traffico di stupefacenti e al possesso illegale di armi.

Le indagini, meticolose e prolungate, hanno permesso di mappare una rete di gruppi delinquenziali sparsi su tutto il territorio nazionale. Questi gruppi, composti spesso da persone provenienti dalla stessa area geografica della Cina, agiscono con una struttura simile a quella delle mafie tradizionali. Il vincolo di appartenenza è molto forte, e non esitano a ricorrere alla violenza e all’intimidazione per imporre il loro controllo, arrivando a volte a vere e proprie faide. Le investigazioni hanno anche svelato l’esistenza di un vero e proprio “braccio armato” della criminalità cinese, incaricato di compiere reati di sangue per intimidire e mantenere il dominio sul territorio.

Il sistema Hawala e i collegamenti internazionali

Un aspetto particolarmente rilevante emerso dalle indagini è l’uso del sistema hawala, una pratica bancaria abusiva e clandestina che permette di trasferire ingenti somme di denaro in nero tra diversi continenti. Questo meccanismo illecito viene utilizzato non solo dalle organizzazioni cinesi, ma anche da altri gruppi criminali, spesso per finanziare traffici come quello di droga e migranti, o per riciclare denaro sporco.

Gli investigatori hanno inoltre confermato come la criminalità cinese mantenga un costante “dialogo” con altri gruppi delinquenziali, sia italiani che di diverse nazionalità, per spartirsi affari e aree di influenza.

I numeri dell’operazione

L’operazione ha portato a risultati concreti e significativi, tra cui:

13 arresti per vari reati, tra cui spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, tentata estorsione e reati contro il patrimonio.

31 persone denunciate a piede libero.

1942 persone identificate e 305 esercizi commerciali controllati, di cui due sequestrati.

Sequestro di 550 grammi di shaboo (metanfetamina), equivalenti a circa 5.500 dosi, e di oltre 22.800 euro in contanti.

29 sanzioni amministrative emesse per un totale di oltre 73.000 euro.

Questa imponente azione si inserisce in un più ampio progetto operativo denominato “Squadra mobile”, avviato dallo SCO nel 2023 per contrastare diversi fenomeni criminali, tra cui lo sfruttamento della manodopera, il gioco d’azzardo illegale e le irregolarità legate al “Decreto Flussi”.

A Firenze, in particolare, la Questura ha concentrato i controlli tra il 28 luglio e il 1° agosto. Sono state identificate 316 persone, controllati 73 veicoli e 24 esercizi commerciali, tra cui centri massaggi, bar e sale slot. Durante questi controlli, due ragazze di un centro massaggi sono state deferite all’Autorità Giudiziaria per irregolarità sul territorio nazionale.


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