Medico chiede permessi per accudire la madre ma li usa per svolgere visite private

PRATO – Un medico in servizio all’ospedale di Prato è accusato di aver chiesto (e ottenuto) permessi per accudire l’anziana madre, ma di avere invece svolto in quegli stessi periodi attività privatistica visitando le proprie pazienti in un ambulatorio del Veneto.

Si tratta di un ginecologo del Santo Stefano indagato, come si legge nell’edizione di oggi de La Nazione, per truffa allo Stato. Il gip Costanza Comunale ha intanto preso la misura di bloccare circa 30mila euro dal conto corrente del medico, la cifra che secondo le accuse sarebbe stata guadagnata effettuando visite private nei periodi in cui godeva dei permessi in base alla legge 104. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nas, il professionista ogni mese sfruttava i tre giorni di permesso che spettano a chi ha parenti stretti bisognosi di cure. Ma invece di recarsi in Veneto, dove risiede la madre, per accudirla, lo faceva per effettuare visite ginecologiche a pagamento per tutta la giornata.

Secondo quanto emerso, sarebbe stata una segnalazione interna all’ospedale ad attivare i Nas che per mesi hanno indagato effettuando pedinamenti e controlli tramite gps in modo da ricostruire effettivamente cosa il medico facesse in Veneto. Qualche giorno fa sono stati perquisiti anche gli studi dove il medico lavora, sia a Prato sia in Veneto, al pari della casa del ginecologo.
Per il reparto di Ginecologia del Santo Stefano si tratta di una nuova tegola dopo il caso dei medici che effettuavano visite private in orario di lavoro.