Medico e infermiera, marito e moglie: chi era la coppia toscana rimasta vittima nel disastro aereo etiope

AREZZO – La prima tappa del viaggio era il Kenya. Poi Carlo Spini e Gabriella Vigiani si sarebbero recati in Sud Sudan per inaugurare una struttura sanitaria. Un viaggio, due progetti da monitorare. Ma una tragedia ha interrotto la “missione” della coppia aretina – che da tempo si dedicava con passione all’Africa – strappandola all’affetto dei propri cari.

Marito e moglie, infatti, sono morti nella tragedia aerea avvenuta ieri ad Addis Abeba, dove il boeing 737 dell’ Ethiopian Airlines è precipitato vicino Bishoftu, nella regione di Debre Zeit. Insieme a loro hanno perso la vita altri sei italiani, tra i quali il loro amico commercialista Matteo Ravasio, e in tutto sono morte 157 persone: nessun sopravvissuto.

Ma perché la coppia aretina era su quell’aereo? Cosa l’aveva portata in Africa? Spini era dallo scorso anno presidente della onlus Africa Tremila, associazione che si occupa programmi umanitari a breve e medio termine alla quale si era avvicinato nel 2007. Il medico andava spesso a monitorare i progetti, e da quando era in pensione intraprendeva numerosi viaggi all’anno. La moglie lo seguiva spesso, ma non sempre. Ieri erano insieme: erano partiti il sabato precedente e con il volo preso ad Addis Abeba dovevano raggiungere Nairobi.

Ma il volo interno è finito in una tragedia.

Marito e moglie erano molto conosciuti in Valtiberina. Entrambi avevano lavorato per anni all’ospedale di Sansepolcro: lui come medico e lei come infermiera (era stata caposala del reparto di ostetricia). E nella città biturgense vivevano da tempo (nel quartiere Riello) , dopo aver trascorso alcuni anni a Pieve Santo Stefano. Avevano quattro figli e otto nipoti.

L’amore per l’Africa e quella vocazione verso gli altri erano da sempre fortissimi nella coppia. Lo stesso Spini in una intervista per una testata di Bergamo aveva raccontato: “L’idea di andarci c’è sempre stata, ma la vita mi aveva sempre portato a rimandare”. Poi nel 2002 l’incontro con l’allora presidente di Africa Tremila e l’avvio di un percorso importante, che ha portato i coniugi nei luoghi più poveri e più bisognosi di aiuto del mondo.

La notizia della morte della coppia ha colpito molto l’intera vallata. Messaggi di cordoglio sono arrivati dal sindaco Mauro Cornioli:

“Un dramma che ci lascia sconvolti – dichiara il sindaco Cornioli – Oggi viviamo una giornata tragica per la scomparsa di due nostri concittadini nel fatale incidente aereo in Etiopia. Due persone esemplari, conosciute e stimate per la loro grande professionalità e sensibilità. Dei veri testimoni di pace e cooperazione tra i popoli, che lasciano un grande vuoto ed una grandissima testimonianza. Ai loro figli, in questo momento di dolore, va il nostro abbraccio e le sentite condoglianze dell’intera comunità.”

Il premier Giuseppe Conte ha parlato di un “giorno di dolore. Ci stringiamo tutti ai familiari delle vittime rivolgendo loro i nostri partecipi, commossi pensieri”.

I quattro figli sono stretti nel dolore. E nell’abbraccio della loro città che non intende lasciarli soli.