Merce contraffatta, circa 6 milioni di prodotti sequestrati dalla Guardia di Finanza

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PRATO – Maxi sequestro, sul territorio nazionale, di merce contraffatta e potenzialmente dannosa: circa 6 milioni i prodotti sottratti al commercio dalla GdF nel corso dell’operazione “Passo Passo”. Un’azione ferma e determinata quella che le fiamme gialle del Comando Provinciale di Prato portano costantemente avanti per la tutela del mercato dei beni e servizi, assicurando non solo la tutela dei marchi e del made in Italy, ma anche e soprattutto assicurando una costante vigilanza a presidio della sicurezza dei prodotti che, quotidianamente, finiscono nella disponibilità anche dei nostri figli. E’ indubbio che le cause che favoriscono la proliferazione della contraffazione sono ai molti già note: lo sviluppo delle reti di scambio delle merci e delle tecnologie, l’esistenza di apparati normativi di contrasto disomogenei a livello internazionale e la persistenza di una forte domanda di prodotti irregolari. E proprio sulla base di tali cognizioni e consapevole del ruolo attribuitogli, la Guardia di Finanza fortemente, e ormai da tempo, ha posto il contrasto a questo genere di illegalità tra le priorità della propria azione operativa, in linea con le attribuzioni demandate dal quadro normativo vigente poggiando la propria azione operativa prioritariamente su tre linee d’azione: il controllo del territorio, il presidio delle frontiere e l’attività investigativa. Naturalmente, l’attività investigativa costituisce il principale e più qualificante ambito d’impegno dei reparti del Corpo e l’obiettivo non è solo di intercettare le partite di prodotti illegali, ma anche e soprattutto di disarticolare alla radice le filiere del falso e della sicurezza dei prodotti in commercio, cercando di colpire contestualmente anche le componenti di approvvigionamento, produttive e distributive, così da interrompere i canali di alimentazione del mercato parallelo e le stesse fonti di finanziamento e di guadagno delle organizzazioni criminali. L’attuazione coordinata di queste direttrici d’intervento ha consentito ai finanzieri del Gruppo di Prato di avviare una complessa attività investigativa che ha portato ad operare nelle regioni della Toscana e del Lazio, sotto la costante direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Prato, D.ssa Valentina Cosci. Le diverse perquisizioni operate sul territorio nazionale, su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno consentito di sottoporre a sequestro complessivamente circa 6 milioni di capi di abbigliamento ed articoli di bigiotteria potenzialmente dannosi per la salute del consumatore finale e più di 1.000 bracciali contraffatti, per un valore stimato di mercato di circa 30 milioni di euro identificando e denunciando 12 imprenditori, tutti di nazionalità cinese, titolari e/o amministratori di altrettante ditte ubicate tra Prato, Roma e Viterbo. L’articolata operazione, denominata “Passo Passo”, ha portato gli operatori delle fiamme gialle, appunto step by step, a seguire la filiera dei prodotti potenzialmente dannosi, e in molti casi contraffatti, partendo da alcune perquisizioni operate all’interno del centro espositivo “Euroingro” di Prato (un capannone industriale di 10mila metri quadrati che ospita il mercato permanente di aziende, tutte intestate a cittadini cinesi) dove alcuni imprenditori commercializzavano tali prodotti, fino ad arrivare a individuare i vari fornitori/importatori, tutti dislocati principalmente nella capitale. Valido strumento investigativo, anche in queste operazioni, si è dimostrato essere l’applicativo S.I.A.C. (Sistema Informativo Anti Contraffazione), piattaforma informatica in uso alla Guardia di Finanza che, permettendo alle aziende titolari di marchi registrati di fornire informazioni utili alla tutela dei propri “brand”, ha consentito quella indispensabile circolarità informativa dei vari sistemi di falsificazione e imitazione dei prodotti sul mercato del falso, rendendo agevole e immediato riconoscere i prodotti falsificati, anche quelli di più perfetta imitazione. Di conseguenza, tutti i prodotti sequestrati, infatti, non sicuri erano privi delle indicazioni del produttore, delle precauzioni d’uso, destinazioni ed istruzioni d’uso, delle avvertenze o precauzioni d’impiego in lingua italiana, nonché dei materiali con cui gli stessi erano realizzati. L’attività del Corpo nello specifico settore prosegue ininterrottamente, in considerazione dei gravi disequilibri e danni procurati dai fenomeni illeciti della contraffazione e dell’abusivismo commerciale all’economia legale, alla libera concorrenza del mercato e alla salute ed incolumità del consumatore finale.

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