“Mi sono ritirato dal Carnevale dopo 14 anni, ecco perchè non ho presentato il bozzetto”

0

VIAREGGIO – “Creatività è inventare, sperimentare, crescere, assumersi dei rischi, rompere regole, fare errori e divertirsi”: la saggista Mary Lou Cook, in una frase, ha sintetizzato il mio pensiero. Non ho presentato il bozzetto, il mio ritiro da costruttore delle maschere isolate dopo quattordici anni non era un irrazionale colpo di testa, né tanto meno un’uscita giornalistica per farmi compiangere o un capriccio per il dodicesimo posto. Niente affatto. Da qualche tempo ormai, seppur a malincuore, ragionavo sull’idea di lasciare questo grande amore, una passione che ha segnato e caratterizzato la mia vita, i miei studi e anche il mio futuro lavorativo all’interno della scuola.
Non ho cambiato idea da febbraio ad ora e non penso di essere esagerato , né una persona fuori dalle righe. Il dodicesimo posto attribuito alla mia ultima costruzione non è il motivo di questa mia decisione, anche se mi ha portato a riflettere ancora di più sulle mie perplessità rispetto a questo ambiente e ai suoi meccanismi di funzionamento”.

Lo scrive Andra Pucci, in una lettera aperta, che riportiamo integralmente:

“Lo scorso anno ho espresso il mio disappunto ben prima dei verdetti; il giorno precedente la fine della dell’edizione passata del Carnevale ho portato avanti il mio pensiero e ho chiaramente espresso le mie opinioni e la mia posizione già nella riunione indetta dalla Fondazione Carnevale con i costruttori delle maschere isolate per affrontare temi importanti e i problemi emersi e portati alla luce da quasi l’intera categoria rispetto ad evidenti violazioni del bando. Non sono stato d’accordo poi con la decisone presa in quella sede, mi sono semplicemente adeguato alla maggioranza, ma non senza esprimere il mio dissenso. Con la scusa che tutte le costruzioni avevano piccoli particolari differenti dalla carta a calco e che potevano considerarsi fuori bando, la Fondazione ha finito per avallare anche eclatanti trasgressioni, come ad esempio la non originalità dell’opera, la non conformità al bozzetto o l’uso di due o più portatori. Quelle erano violazioni importanti ed evidenti che secondo me non potevano essere accettate e che sono finite per essere una sorta di “profetica innovazione” di un successivo bando a mio avviso deleterio per la categoria.
Negli ultimi due anni, in particolare, e quindi non solo quando ho avuto un pessimo piazzamento, ho espresso nelle sedi opportune i miei dubbi sul regolamento, sui metodi di valutazione, sulla composizione delle giurie e sui verdetti poco chiari e a volte dubbi; ho lottato per la trasparenza nelle votazioni perché secondo me è giusto che i verdetti siano nominativi e accompagnati da una spiegazione. Ho chiesto, ma non ottenuto, di poter leggere i voti dei singoli giurati e il loro commento a motivazione della loro decisione, cosa sottovalutata anche nel bando attuale dove la motivazione del voto da parte dei giurati è solo facoltativa. La valutazione dovrebbe venire da persone competenti in materia cosa purtroppo spesso disattesa e dovrebbe avere criteri precisi e il più possibile oggettivi. Per esempio ancora mi piacerebbe capire come sia possibile ottenere 7 primi posti e un totale di ottimi piazzamenti da podio in tutte le votazioni di tutti i corsi del Carnevale 2016, salvo, invece, nel penultimo corso trovarsi sempre, permettetemi mi verrebbe da dire strategicamente e chirurgicamente, all’ultimo o penultimo posto.
Forse potrà sembrare esagerato, in fin dei conti per i giurati forse è solo un gioco e per gli spettatori e le varie “tifoserie” tutto si esaurisce in un po’ di polemiche, arrabbiature e sfottò per un po’ di giorni, ma per noi giovani costruttori si tratta del nostro futuro e con il futuro non si scherza…
In passato ammetto di aver osato un po’, ma quello che ho fatto l’ho fatto ingenuamente e per troppa fanciullesca vivacità e a causa della mia anima carnevalara che non riusciva a trattenersi e ad imbrigliarsi nel semplice ruolo di costruttore, ma ho accettato le critiche e sono tornato negli schemi togliendo la musica e contenendo la mia vulcanica espressività. Non l’ho mai fatto per ottenere qualcosa in più o per furbizia o per dei privilegi, semplicemente cercavo a modo mio di migliorare le cose e semplicemente mi divertivo…E secondo me comunque, e per fortuna, negli ultimi anni io, come altri mascheratisti isolati, abbiamo portato innovazione, eravamo riusciti a cambiare un po’ le cose e a far evolvere in meglio la categoria con una nuova concezione della struttura e con l’accompagnamento in sfilata di un corteo festoso e colorato, valore aggiunto per il Carnevale.
In tanti mi hanno chiesto di ripensare alla mia decisione in vista anche di un nuovo bando che magari poteva essere più chiaro e migliore. E allora io il bando l’ho letto con molta attenzione cercando di trovare in esso quel cambiamento che magari mi avrebbe potuto portare a ripensarci. Ma se il vecchio bando peccava di superficialità e pressappochismo e poteva rischiare di creare risultati e verdetti discutibili, il nuovo bando, a mio parere, squalifica e mortifica l’intera categoria e l’arte e la creatività dei suoi costruttori. No, non posso accettare un bando del genere che secondo me penalizza l’intero Carnevale e toglie arte, vivacità e divertimento, ledendo l’anima stessa della manifestazione. Un bando che, inoltre, mina la concezione più attuale e moderna delle mascherate. Io credo e da sempre sostengo fortemente il rispetto della tradizione nell’uso della carta a calco, elemento che contraddistingue fortemente il nostro carnevale, altro aspetto invece non considerato dal nuovo bando che all’art. 4 fa evincere una indifferenziazione nell’uso della carta a calco e della cartapesta (“unico elemento di carta a calco e/o cartapesta”), e non condivido il ritorno ad un mascherone piccolo e statico (art. 4: unico elemento, altezza massima 3 metri e peso massimo 25 kg).
Secondo me, inoltre, l’esecuzione del progetto non si deve limitare alla mera costruzione dell’idea, ma deve avere un’anima che si manifesta durante la sfilata portando anche al coinvolgimento del pubblico. E invece le maschere finiscono per partecipare ad una sorta di processione inanimata che addirittura potrebbe finire fuori dalla sfilata ufficiale (art. 17: “per le mascherate in gruppo e isolate per motivi tecnici, la partecipazione alla sfilata e la durata, verrà concordata di volta in volta tra le parti”).
Il Carnevale così perde e io non ci sto!
Come me, altri mascheratisti hanno fatto un passo indietro, siamo tutti ragazzi che ci hanno creduto e che hanno dato tanto al Carnevale e questo spero che almeno faccia riflettere.
Non posso fare a meno di pensare a “Bomber”, un film a me molto caro, interpretato da Bud Spencer e Jerry Calà, dove Bud interpretava un ex campione di pugilato al quale erano state fratturate le nocche delle mani per favorire la vittoria del suo avversario Rosco Dann. All’interno della palestra Bud si rivolge a Jerry con queste parole: “il pugilato è stata una delle mie grandi passioni, ma come tutte le passioni rischi di rimanerci bruciato…”
E’ con non poco dolore che ho preso questa decisione, ma adesso ho imparato a guardare le cose con distacco dando loro la giusta importanza; per me adesso non esiste solo il Carnevale e la mia vita ha preso un’altra strada anche se non abbandonerò del tutto questo mondo, ma lo abiterò in modo diverso lavorando come manodopera di un carrista. Mi ritengo quindi di essere ancora una persona sana”.

No comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: