Ultime News

Michele Montemagni (Assocamping): “Così rischiamo di cancellare un comparto”

di Michele Montemagni (Presidente Assocamping – Confesercenti Toscana) – Ormai prossimi ai due mesi di lockdown regna l’insofferenza e la smania a riaprire ad ogni costo!
Non sono ancora state varate le regole sanitarie alle quali ci si dovrà adeguare ma nel settore del turismo ormai allo stremo, si leva una sola voce:”RIAPRIAMO!”.
Sento quotidianamente molti dei miei colleghi e devo dire che l’incertezza è il tema ricorrente di ogni conversazione.

Michele Montemagni – Presidente Assocampig (Confesercenti Toscana)

Giunti ormai a metà maggio siamo diventati improvvisati esperti di sanificazioni, padroneggiando apparecchiature che prima mai avremmo immaginato di utilizzare e visto forse solo in qualche clinica ospedaliera.
Ma siamo proprio sicuri che questa sia la strada giusta da seguire?
I telefoni non squillano più da giorni, le sole chiamate sono clienti che per rompere la noia di un isolamento coatto chiedono: “Ma allora aprite?”, è il modo per proiettarsi altrove e correre almeno con la mente nei luoghi di villeggiatura.
Ma la realtà di un’impresa in tempi di COVID-19 è un’altra: La Germania insieme ad Austria, Repubblica Ceca e Croazia, stanno organizzando dei “corridoi turistici Covid-free” per portare i flussi di quei paesi sulle spiagge croate. All’aeroporto Galileo Galilei di Pisa c’è un solo volo per Roma Fiumicino di Alitalia. Le nostre città d’arte, patrimonio senza eguali, deserte!
I Fatti ci impongono un’altra lettura della realtà che stiamo vivendo, i turisti quest’estate non ci saranno! Si consolida la previsione di un crollo di oltre il 70% delle presenze.
Su queste basi dobbiamo riflettere e domandarci se allora sia fondamentale per la ripartenza aprire al più presto?
Certo il crollo che si prospetta determinerà il dissesto economico di molte imprese, molte delle quali non ce la faranno. Sarà una perdita per tutta la filiera.
Il nostro paese da decenni ha sviluppato un sistema complesso che ruota intorno al turismo, fatto di musei, guide, eccellenze enogastronomiche, artigianato di altissima qualità (vedi orafi di Pontevecchio), la perdita di queste professionalità che contraddistinguono la filiera potrebbero condurre a una retrocessione del livello della nostra offerta complessiva, ponendola di fatto fuori mercato.
E allora perché non valutare se sia più opportuno evitare una “Caporetto” o investire per riqualificare il prodotto: infrastrutture come ad esempio piste ciclabili di amplio raggio, metropolitane di superficie, tram elettrici, musei ecc.. per la parte pubblica e ammodernamento delle strutture ricettive per adeguarle alla domanda e ai criteri post COVID-19, con sistemi e materiali che garantiscano la sanificazione costante dei locali.
Come finanziare tutto questo? Con prestiti a lungo termine per garantire la sostenibilità dei rientri, permettendo alle imprese di ristrutturare la loro eventuale posizione con gli istituti bancari e aggiungendo quanto necessario per investire. Lo stato o l’Europa dovrebbe assorbire i tassi di interesse, così avremmo un’operazione di riqualificazione senza precedenti.
Potremmo così garantire il lavoro a tutti coloro che non troveranno spazio nel turismo questa estate, mentre dal prossimo anno e per gli anni a venire il nostro paese potrà competere ai vertici dell’industria globale del turismo che si fa sempre più agguerrita.