Un minuscolo cerotto intelligente, dotato di aghi invisibili e indolori, capace di “accendersi” per rivelare cosa accade nel nostro sangue. Non è fantascienza, ma l’ultima frontiera della medicina di precisione nata nei laboratori dell’Università di Pisa. Il team guidato dal professor Giuseppe Barillaro ha sviluppato una tecnologia a microaghi fluorescenti che traduce la concentrazione di glucosio, proteine o enzimi in un vero e proprio QR-Code generato sulla pelle, leggibile con una semplice app, che potrebbe aiutare ad individuare precocemente i marcatori dell’Alzheimer.
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Advanced Materials, promette di rivoluzionare il monitoraggio in tempo reale e la prevenzione di patologie gravissime.
A differenza dei sensori attuali, che spesso richiedono calibrazioni complesse e rilevano un solo parametro, i microaghi pisani funzionano con una logica digitale. “Il nostro studio propone microaghi disposti in una matrice che possono avere solo due stati: acceso o spento – ha infatti spiegato Giuseppe Barillaro, docente di Ingegneria Elettronica -. Ogni ago ha una soglia diversa e si illumina solo se rileva una concentrazione superiore a quel limite. La sequenza di aghi accesi forma un codice QR che fornisce immediatamente il dato quantitativo, eliminando ogni errore di calibrazione”.
L’applicazione più ambiziosa riguarda il progetto europeo ALERT, coordinato proprio dall’Ateneo pisano. L’obiettivo è utilizzare questi microaghi per intercettare i marcatori dell’Alzheimer (specifici enzimi e proteine) che compaiono nel corpo umano anche vent’anni prima dell’insorgenza dei sintomi clinici.
“Questa codifica digitale è robusta ed estendibile a diversi biomarcatori – ha aggiunto Farbod Abazar, primo autore dello studio. Una diagnosi così precoce permetterebbe interventi terapeutici tempestivi e minimamente invasivi, cambiando radicalmente il destino dei pazienti”.
Il progetto ALERT non resterà chiuso in laboratorio. La tecnologia ha già attirato l’interesse e gli investimenti di ab medica, azienda leader nel settore delle tecnologie medicali. “Siamo pronti a trasformare questa ricerca in un prodotto reale al servizio della cura” ha infatti affermato Cosimo Puttili, Direttore Ricerca e Innovazione di ab medica. Oltre alla neurologia, il potenziale di questa “pelle digitale” spazia dalla diagnosi dei tumori e della sepsi fino al monitoraggio ambientale e all’agricoltura di precisione.
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