Microchip, parla il veterinario: intervista al dottor Gino Lorenzi

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VIAREGGIO – ( di Matteo Baudone ) -Nella questione, affrontata dal nostro giornale, sulla mancanza di applicazione chip sugli animali domestici il dottor Gino Lorenzi, medico veterinario di Viareggio, da noi interpellato, ci ha dato delucidazioni a riguardo.

Come funziona la normativa sul microchip per animali?

In base alla norma riportata sul sito di Regione Toscana e a cui tutti possono accedere per consultazione, l’animale entro i 60 giorni di età deve essere iscritto alla Anagrafe competente, in quanto esiste una Anagrafe per animali uguale in tutto e per tutto a quella degli esseri umani come me e come lei. Per quei casi invece in cui si diventa proprietari di animali già adulti, bisogna provvedere adeguatamente a verifica e cambio. Oppure iscrizione da zero. L’autorità dello Stato competente a riguardo è l’Azienda Usl, che fa da raccoglitore e gestore delle informazioni sull’animale, cane o gatto che sia. Anche in caso di decesso dello stesso, con debita informazione da parte del padrone dell’animale

Quali sono i vantaggi per un padrone di animali a riguardo?

Principalmente, oltre alla rintracciabilità su tutto il territorio italiano da parte di tutti quei medici veterinari o dalle Aziende Usl attrezzati alla lettura chip, c’è una sorta di atto di proprietà che il padrone può far valere sull’animale di fronte alla legge o ad altre persone che reclamano proprio un animale che secondo i dati del chip e dell’Anagrafe non lo è.

Perché c’è ancora così sporadicità di collocamento chip negli animali?

Pur partendo dal fatto che il trend del passato si sta modificando nei giorni nostri, a differenza di quanto denunciato sul vostro giornale, c’è la paura che se si è proprietari di animali lo Stato o chi per lui possa addebitare a riguardo delle tasse o dei pagamenti. È un po’ questa la motivazione tra le tante che non spinge un proprietario di animali a fare qualcosa che per altri versanti è tutto a suo vantaggio.

Secondo Lei chi o cosa deve fare qualcosa a riguardo per incentivare i microchip negli animali?

Sono le autorità pubbliche che devono intensificare i controlli per spingere gli altri padroni di animali a fare l’iscrizione alla Anagrafe, e rendere cosi questa azione una cosa di routine, soprattutto senza problematiche collegate, quando si diventa padroni di un cane o di un gatto. Non soltanto portarlo a casa propria, dandogli un tetto, e nutrirlo.

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