Migranti morti nell’agriturismo, nessuna novità dall’autopsia: erbe e gamberi al centro delle indagini, si aspettano i risultati dei test

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STAZZEMA – Migranti trovati morti nell’agriturismo a Retignano, nesuna novita sulle cause del decesso. Le indagini coordinate dal pubblico ministero della Procura di Lucca, dottor Aldo Ingangi, proseguono per sapere le esatte cause che hanno portato alla morte i due giovani nigieriani ospiti della struttura di accoglienza in Alta Versilia, nel Comune di Stazzema. Nessuna indicazione dall’autopsia da parte del medico legale incaricato di eseguirla, verranno eseguiti altri esami e test medici, i cui risultati  potrebbero arrivare nei prossimi giorni. L’avvelenamento, come ipotizzato fin dall’inizio, è la pista  più probabile. Erbe raccolte  nei boschi, e usate per preparsi delle zuppe come al loro Paese, e anche gamberi essiccati acquistati da un ambulante, e ritrovati in cucina, prodott, questi, tutti messi sotto sequestro,  sono nel mirino dell’indagine, arrivata fino a Montecatini dove Asl e Nas hanno ispezionato alcuni negozi etnici. I due profughi, Maxwel Emiantor, 23 anni, e Olaide Adeniyi – come già scritto –  erano arrivati a Retignano mesi addietro, nell’ambito del piano generale previsto per accogliere i richiedenti asilo ed erano seguiti dalla prefettura di Lucca. Olaide giocava nella squadra di calcio locale che partecipa al campionato di Terza categoria dilettanti

 

 

 


 

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