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Migranti violenti, il Viminale chiede espulsioni immediate

Una circolare inviata a prefetti e questori chiede di favorire con “massima determinazione” il rimpatrio degli stranieri irregolari protagonisti di comportamenti pericolosi. Obiettivo: tutelare la sicurezza pubblica ed evitare tensioni nei centri.
Una stretta decisa sulle espulsioni dei migranti irregolari protagonisti di episodi di violenza. È quanto emerge dalla circolare che il Ministero dell’Interno ha trasmesso a prefetti e questori, anticipata oggi dal quotidiano Il Messaggero, con l’obiettivo di rafforzare le misure a tutela della sicurezza pubblica.
Il documento, di natura esortativa e interpretativa rispetto alla normativa vigente, invita le autorità territoriali ad agire “con la massima determinazione” per accelerare i rimpatri degli stranieri irregolari che si siano distinti per comportamenti ritenuti pericolosi. Una sollecitazione chiara, che punta a uniformare l’azione amministrativa sul territorio nazionale.
Alla base della circolare c’è il riferimento a recenti fatti di cronaca che, secondo il Viminale, hanno evidenziato la necessità di rendere prioritario il rimpatrio di chi rappresenta una minaccia per l’ordine e la sicurezza. Nel testo si sottolinea come l’allontanamento dal territorio nazionale di questi soggetti debba essere considerato uno strumento centrale di prevenzione.
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda la gestione dei Centri di permanenza per il rimpatrio. Il ministero chiarisce che i migranti irregolari in attesa di essere rimpatriati devono rimanere all’interno dei Cpr, escludendo la possibilità di dimissioni accompagnate da un semplice ordine di allontanamento disposto dal questore. Secondo il Viminale, questa prassi potrebbe infatti trasformarsi in un incentivo a comportamenti violenti, nel tentativo di ottenere l’uscita dalla struttura.
La linea tracciata dal ministero mira dunque a rafforzare il controllo e a ridurre le criticità nella gestione dei centri, evitando soluzioni che possano compromettere la sicurezza o alimentare tensioni. Una direttiva che chiama prefetti e questori a un’applicazione rigorosa delle norme esistenti, in un contesto in cui il tema dell’immigrazione continua a occupare un posto centrale nel dibattito politico e istituzionale.


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