Minacce alla ex e all’amico prima del suicidio choc: la ricostruzione della Polizia

LUCCA  – La Polizia di Stato ha ricostruito la motivazione della presenza del giovane Nicola Barsotti davanti alla Questura la sera del 31 agosto 2015, la cui vita è poi finita nel sangue, suicida con 20 coltellate ( LEGGI ANCHE: “Piuttosto che andare in cella mi uccido”. Si toglie la vita con 20 coltellate). Grazie alla visione delle immagini di sicurezza che controllano il perimetro degli uffici della Questura è stato possibile ricostruire i momenti immediatamente precedenti alla fuga del giovane, conclusasi con il triste epilogo. Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura, dall’analisi delle ultime telefonate rilavate dal cellulare di Barsotti, sono giunti all’identificazione di un uomo e di una donna che, quella stessa sera, sono stati ripresi dalle telecamere della Questura in compagnia dello stesso. A bordo della sua autovettura Nicola, dopo aver percorso viale Regina Margherita ha imboccato contromano via Montanara, dove ha parcheggiato, per recarsi ad un appuntamento fissato proprio fuori dalla Questura. A richiedere quell’incontro era stato un suo amico nel tentativo di convincerlo a smettere di minacciare la nuova ragazza, anche lei presente. Quello tra Barsotti Nicola e la donna era l’ennesimo rapporto malato. lui l’aveva già picchiata diverse volte, e quel pomeriggio l’aveva pregata di non lasciarlo, fino a minacciarla. Le aveva detto che aveva due coltelli con sé e che non avrebbe mai accettato la fine del loro rapporto. L’amico, temendo una reazione incontrollata, intercedeva per avere un momento chiarificatorio fissato, a garanzia di tutti, nelle vicinanze della Questura. Quando Nicola è arrivato all’appuntamento era fuori di se. L’amico ha cercato di calmarlo, di farlo ragionare, di convincerlo a lasciare tranquilla la ragazza. Nicola lancia una bottiglia contro il muro opposto del marciapiede e il rumore dell’infrangersi della stessa allerta l’operatore del 113 che fa intervenire immediatamente le vicine pattuglie della Squadra Volante. Nella furia Nicola estrae un coltello e dice all’amico di farsi da parte colpendo più volte il muro. L’amico lo conosce da una vita, non crede alle sue minacce, lo esorta a discutere e tornare calmo. L’arrivo della Volante è provvidenziale per i due ma Nicola probabilmente teme che la ragazza lo abbia denunciato e il  timore di finire coinvolto in un ennesimo guaio giudiziario, delle sue eventuali conseguenze e la consapevolezza di avere due coltelli con sé lo induce a scappare. L’amico e la donna, impauriti, decidono di allontanarsi. Sapranno solo il giorno dopo – dicono – della folle fuga di Nicola e del suo suicidio sotto le mura.

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