Minaccia il suicidio con una pistola carica, salvato dalla Polizia

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PIETRASANTA – Minaccia il suicidio con una pistola carica. Bloccato dagli Agenti di Polizia

La sala operativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Forte dei Marmi è stata allertata da un giovane abitante di Pietrasanta che, spaventato, avvisava che il padre, un uomo di 50 anni, dopo un litigio con la madre, aveva impugnato una pistola che deteneva in casa. Il ragazzo non sapeva se il padre volesse usare l’arma contro la madre o contro se stesso.

Subito la volante della Polizia di Stato raggiungeva l’abitazione.

Gli Agenti hanno trovato l’uomo seduto su una sedia in una rimessa, attigua alla sua abitazione, con in mano una pistola semiautomatica calibro 45. Il capo pattuglia ha iniziato un colloquio con la persona cercando di tranquillizzarla e di fargli posare la pistola. L’uomo affermava di non voler far male a nessuno, ma di voler farla finita e si puntava spesso la pistola che teneva stretta al petto impedendo all’Agente di avvicinarsi.

Sul posto sono giunti anche il dirigente del Commissariato, Enrico Parrini, due Ispettori e un Agente dell’Anticrimine.

Gli operatori hanno avviato una lunga conversazione con l’uomo riuscendo con ogni cautela ad avvicinarglisi.

Approfittando di un suo momento di distrazione, un Ispettore è riuscito a togliergli di mano la pistola, risultata avere il colpo in canna ed il cane armato.

L’uomo, incensurato, che aveva assunto una notevole quantità di sostanze alcoliche, ha compiuto il gesto in seguito ad un momento di sconforto e non ha posto in essere atti violenti nei confronti dei suoi familiari; è stato poi ricoverato in Ospedale per le cure del caso.

Il Questore di Lucca ha voluto complimentarsi personalmente con il dirigente del Commissariato, con l’Ispettore e, per loro tramite, con tutti gli operatori intervenuti, per quello che reputa essere “un intervento ad alto rischio portato felicemente a termine grazie ad un’eccezionale professionalità; se nessuno, incluso l’uomo armato, ha riportato neppure un graffio lo si deve alla bravura, alla capacità operativa ed al sangue freddo del dirigente del Commissariato e dei suoi valorosi collaboratori”.

 

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