Minorenni in schiavitù, costrette a prostituirsi con riti voodoo

Arrestate dal gip di Firenze quattro nigeriane accusate di tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù di giovani africane, fra cui anche tre minori, costrette a prostituirsi sotto la minaccia di ridi vooodo . L’indagine ha avuto inizio nel febbraio 2016 dalla segnalazione della presenza di un appartamento a Iolo, una frazione del comune di Prato, abitato da una donna nigeriana e dalla figlia, all’interno del quale si alternavano giovani ragazze nigeriane che si prostituivano.

Sono stati ricostruiti i passaggi dall’Africa di almeno 12 ragazze, obbligate a lasciare i loro villaggi seguendo le vie dei trafficanti di uomini attraverso il deserto, fino alla Libia e poi, via mare, in Italia.

Fra Prato, Calenzano e Sesto Fiorentino diverse minorenni venivano gettate in strada appena arrivate dai villaggi in Africa. Venivano sottoposte a riti voodoo, prima della partenza dalla Nigeria. Una volta giunte in Italia, erano costrette a prostituirsi, consegnando interamente la somma guadagnata alle maman, fin all’estinzione del debito che a seconda dei casi, veniva quantificato fra i 30 e i 40mila euro a ragazza. 

In carcere una nigeriana di 48 anni abitante a Pistoia, e una complice, residente a Prato, 43 anni, mentre per una ‘reclutatrice’, 48 anni, residente a Castiglione del Lago (Perugia) ma che vive in Inghilterra, c’è un mandato di cattura internazionale. Ai domiciliari a Pistoia c’è la figlia 24enne della maman. La polizia, inoltre, cerca una madame francese, che era il contatto Oltralpe dell’organizzazione.  

Una tratta di esseri umani che è stata spezzata grazie alle indagini della squadra mobile di Prato diretta dal dirigente Gianluca Aurilia.