Modifica scheda elettorale, Alberti e Montemagni: “Tardiva, evidente la paura di perdere”

Il Portavoce dell’opposizione e la Capogruppo Lega in Consiglio regionale a margine della discussione sulla modifica della scheda elettorale: “Il problema, doveva emergere all’indomani delle elezioni del 2015”

“Non si capisce l’esigenza di cambiare la scheda elettorale a tre mesi dalle urne – dicono il Portavoce dell’opposizione, Jacopo Alberti, e la Capogruppo Lega in Consiglio regionale, Elisa Montemagni – anche perché, nonostante la maggioranza lo neghi, sostanzialmente cambiare la scheda vuol dire cambiare la legge elettorale. Una legge elettorale che è stata approvata nel 2014, con una seduta fiume di un giorno e mezzo. Una legge che ha eletto l’attuale Consiglio regionale nel 2015, eppure, in 5 anni non ne abbiamo mai parlato della scheda elettorale. Se c’erano delle modifiche da fare, se si era notato un problema, doveva emergere all’indomani delle elezioni e degli scrutini del 2015. La Toscana ha una propria legge elettorale dal 2005, è particolare che l’urgenza di unificare la scheda alle altre Regioni arrivi oggi, a pochi mesi dalle urne. Gli esponenti del PD continuano a sostenere che non si tratta di una modifica alla legge elettorale, ma se nel calcio cambi l’area di rigore, cambi le regole del calcio. Così con la legge elettorale: se cambi la scheda, cambi la legge”.

“L’attuale modello di scheda elettorale – spiega Montemagni – è ritagliato su quello per l’elezione del Sindaco e del Consiglio nei comuni con oltre 15mila abitanti: il nome del candidato presidente in alto ed i simboli delle liste sotto, due per ogni riga in caso di coalizione. Si tratta di un sistema studiato per diminuire i voti espressi in favore del solo candidato presidente anziché anche per le liste, e che si è dimostrato utile allo scopo pure per le elezioni regionali: nel 2015 i voti andati ai soli candidati presidente furono infatti solo il 3% (41.136 del totale), contro il 14% del 2010 (247.978)”.

“Siccome la ripartizione dei seggi del Consiglio regionale è strutturato sui voti ottenuti da ciascuna lista, a nostro avviso – concludono i due consiglieri regionali – la modifica della scheda elettorale è un subdolo tentativo, di andare a incidere significativamente sulla reale volontà di voto degli elettori toscani, che denota una paura di fondo di perdere la Regione dopo 50 anni di egemonia rossa. Il Presidente del consiglio regionale Giani avrebbe dovuto ascoltare le nostre richieste di rinvio, dato che la sua figura istituzionale prevede anche la garanzia del ruolo delle opposizioni”.