Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana respinge la sospensiva contro lo stop deciso dal Comune di Firenze. La società Bird annuncia che proseguirà il ricorso, mentre da Palazzo Vecchio resta confermata la linea sul servizio di monopattini in sharing a Firenze.
FIRENZE – Il Tar della Toscana ha respinto la richiesta di sospensiva della delibera con cui il Comune di Firenze ha deciso lo stop al servizio di monopattini in sharing attivo in città a partire dall’1 aprile. Il provvedimento cautelare è stato richiesto dalla società Bird, tra gli operatori più attivi proprio sul fronte della micromobilità. Bird proseguirà il ricorso.
“La battaglia non è conclusa – si fa sapere dalla società -. Il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento e per questo andremo avanti per far valere le nostre ragioni contro uno stop che riteniamo ingiustificato e sproporzionato”. “La decisione cautelare – precisa Bird – riguarda esclusivamente la sospensione immediata dell’atto e non rappresenta una sentenza definitiva. Nel giudizio di merito verranno affrontati i profili giuridici che continuiamo a ritenere critici – spiegano da Bird – a partire dalla coerenza della delibera con il quadro normativo nazionale e con il percorso amministrativo condiviso negli anni. In questi anni abbiamo operato in coordinamento con l’amministrazione comunale, adeguando progressivamente il servizio alle prescrizioni ricevute e investendo in sicurezza, controllo e organizzazione del sistema a postazioni. Poi all’improvviso Palazzo Vecchio si è auto-sconfessato. Per questo riteniamo che esistessero ed esistano margini per soluzioni regolatorie alternative allo stop totale”.
Secondo Bird “la partita giuridica è ancora aperta e sarà il giudice a valutare nel merito la legittimità della decisione”.
Bird aveva notificato il ricorso a fine gennaio e in quell’occasione la società dichiarò che il provvedimento di Palazzo Vecchio conteneva “veri e propri errori di qualificazione del servizio. Basti alla definizione come ‘free floating’, quando è noto e documentato che l’operatività a Firenze si basa su postazioni fisse, in linea con quanto richiesto e concordato con l’amministrazione comunale. Un’imprecisione che incide in modo sostanziale sulla valutazione complessiva del servizio e sulle motivazioni alla base della sospensione”.
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