Dopo aver dichiarato lo stato di emergenza regionale a seguito del devastante rogo che ha incenerito 710 ettari di bosco sul Monte Faeta, la maggioranza in Consiglio Regionale ha presentato un atto congiunto per richiedere lo stato di emergenza nazionale. L’obiettivo dichiarato non è solo il ristoro dei danni, ma un cambio di paradigma: la prevenzione degli incendi deve passare dal rilancio dell’economia agricola e forestale.
Il provvedimento punta ad accelerare la richiesta al Governo per sbloccare risorse immediate destinate alle migliaia di persone evacuate e a tutti coloro che hanno subito danni durante l’emergenza. Si mira inoltre a superare l’approccio dell’emergenza “isolata” per investire in una gestione attiva del sottobosco: l’idea di fondo è che un territorio produttivo sia intrinsecamente più sicuro di uno abbandonato.
Nel caso in cui la richiesta venisse accolta, il piano prevede il sostegno diretto alle imprese agricole e forestali, incentivando l’aggregazione delle filiere e l’innovazione tecnologica nella meccanizzazione forestale.
I primi firmatari Antonio Mazzeo, Matteo Trapani (PD) e Massimiliano Ghimenti (AVS), in raccordo con i sindaci di San Giuliano Terme, Lucca e Capannori, hanno espresso una linea chiara:
“Non basta riparare i danni: dobbiamo cambiare strategia. La prevenzione passa solo attraverso un’economia agricola viva e radicata. Senza imprese forti e una gestione attiva del territorio, il versante resta fragile. La lotta ai cambiamenti climatici si fa sostenendo chi vive e lavora in montagna”.
La mozione, che sarà discussa in aula la prossima settimana, impegna il governo regionale su più fronti, dall’accesso al Fondo di solidarietà dell’Unione Europea agli investimenti specifici per il lungomonte pisano, fino al rafforzamento del sistema antincendi boschivi regionale.




