Un’eccellenza storica, industriale e archeologica della Toscana profonda compie il primo, decisivo passo per entrare ufficialmente nel novero dei tesori della Repubblica. La miniera di rame di Caporciano, situata a circa un chilometro dal borgo di Montecatini Val di Cecina, ha ottenuto dal Senato il via libera per il riconoscimento di Monumento Nazionale. Il disegno di legge passa adesso all’esame e al voto della Camera dei Deputati per la ratifica conclusiva.
L’attuale veste del sito è il risultato di un lungo percorso di salvaguardia avviato all’inizio del millennio, volto a trasformare un’area industriale dismessa in un polo di attrazione culturale. Il recupero strutturale, avviato nel 2001 grazie alle risorse europee, provinciali e comunali, ha permesso di inaugurare nel 2003 il rinomato “Museo delle Miniere”, oggi meta di visitatori e studiosi da tutta Italia.
La svolta parlamentare ha incassato il plauso trasversale dei rappresentanti toscani a Palazzo Madama, pur non risparmiando qualche classica scintilla politica sulla “paternità” dei meriti del recupero.
Il senatore della Lega Manfredi Potenti, promotore e primo firmatario della proposta, ha espresso profonda commozione per il traguardo raggiunto: “E’ un risultato storico per il nostro territorio. Finalmente lo Stato rende giustizia alla fatica, al sudore e al coraggio di generazioni di minatori. Questo riconoscimento sarà un volano straordinario per il turismo, la cultura e lo sviluppo dell’intera Val di Cecina”.
Grande soddisfazione anche per Ylenia Zambito (Pd) che ha precisato: “Questo passo riconosce il valore della history industriale e del lavoro della nostra regione. E’ bene ricordare, però, che la salvezza dell’ex miniera e la sua nascita come museo si devono alla lungimiranza delle storiche amministrazioni di centrosinistra e alla sinergia tra Comune, Provincia, Regione e Unione Europea”.





