La difesaa di Montedomini: “Solo 11 immobili su 232 per affitti brevi”

L’Asp Montedomini difende la gestione del proprio patrimonio immobiliare e annuncia un confronto con il Comune di Firenze per trovare nuove modalità di valorizzazione degli immobili. Il presidente Antonio Frittelli, durante una conferenza stampa, ha fatto il punto sulla situazione dopo le polemiche nate attorno agli appartamenti concessi in locazione e finiti sul mercato degli affitti turistici.

“Montedomini dispone di 232 unità immobiliari – ha spiegato Frittelli – di queste 78, pari al 34%, sono a uso sociale, destinate a persone in situazione di disagio o ad associazioni. È di gran lunga la percentuale più alta”.

Gli appartamenti destinati agli affitti brevi rappresentano una quota molto ridotta del patrimonio: sono 11 unità immobiliari, pari a circa il 5% del totale. “Gli appartamenti locati a uso abitativo non residenziale sono 30 – ha precisato il presidente –: 23 hanno il Cin, 12 svolgono attività turistico-ricettiva come bed and breakfast e 11 sono affitti brevi, richiesti quando potevano essere concessi e molti dei quali risalgono al 2023”.

Nel dettaglio, il patrimonio di Montedomini comprende anche 38 immobili (16%) affittati a persone fisiche con contratti 4+4, 30 unità (13%) destinate ad attività artigianali e commerciali, compresi ristoranti e bar, e 39 appartamenti o immobili liberi, pari al 17% del totale. Altri 14 immobili sono inseriti nel piano delle alienazioni, mentre le restanti strutture sono utilizzate per sedi istituzionali e altri servizi.

“Il vero tema – ha sottolineato Frittelli – è come si sostiene Montedomini, qual è il suo patrimonio, come deve essere gestito e valorizzato. Abbiamo un patrimonio enorme che però in alcuni casi è in condizioni tali da non poter essere utilizzato e rischia di perdere valore”.

Il presidente ha annunciato la volontà di incontrare nuovamente la sindaca di Firenze per affrontare il nodo degli immobili inutilizzati: “Chiederò alla sindaca di incontrarci per capire come possiamo ottimizzare il nostro patrimonio, anche in relazione alla percentuale altissima di unità immobiliari libere, pari al 17%”.

L’obiettivo, ha spiegato Frittelli, è trovare un equilibrio tra le esigenze della città e la sostenibilità economica dell’ente, che nel 2026 celebrerà i 550 anni dalla fondazione. “Serve una soluzione politica che permetta alla città di mantenere la linea che si è data e a noi di avere quella redditività necessaria per non mettere a rischio la storia di una struttura così importante”.

Frittelli ha infine evidenziato le difficoltà nella gestione degli immobili: “Non c’è la coda per gli appartamenti, a molti bandi si presenta una sola persona. Non sono affari straordinari, molti immobili hanno bisogno di ristrutturazioni”.

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