La scomparsa del signor Roberto Raspolli, deceduto a luglio all’ospedale di Livorno a seguito di una gravissima occlusione intestinale dopo il trasferimento dal presidio di Portoferraio, riaccende lo scontro politico e mediatico sulla tenuta dell’assistenza sanitaria nelle isole dell’Arcipelago Toscano.
A seguito della richiesta di chiarezza avanzata dalla famiglia e dell’interrogazione regionale annunciata da Marcella Amadio, consigliera di Fratelli d’Italia, l’Asl Toscana Nord Ovest ha diffuso i risultati dell’ispezione interna (audit clinico), difendendo l’operato dei sanitari e definendo appropriato l’iter assistenziale seguito.
L’affondo politico parte dalla consigliera regionale Marcella Amadio, che ha ricostruito la cronologia dei fatti riportata dai familiari del paziente.
“L’uomo è arrivato al pronto soccorso alle 6 del mattino del 7 luglio con sintomi chiari di occlusione intestinale – ha spiegato la consigliera -. La Tac sarebbe stata eseguita soltanto dopo 4 ore e, dalle 11 quando è emersa la necessità del trasferimento urgente a Livorno, il paziente è rimasto a Portoferraio fino alle 18 in preda a dolori lancinanti. Com’è possibile attendere 12 ore in un contesto insulare prima che un elisoccorso decolli? Nel 2026 non si può morire così”.
La consigliera di Fratelli d’Italia ha sollecitato la verifica rigorosa dell’intera catena dei soccorsi e ha proposto l’istituzione stabile di una base dell’elisoccorso Pegaso presso l’aeroporto di Marina di Campo.
Se l’attacco di Amadio è senz’altro duro ma anche giusto, l’Asl chiaramente difende il proprio operato, specificando come le procedure interne non abbiano riscontrato criticità operative o ritardi ingiustificati.
L’azienda sanitaria ha infatti reso noto che gli approfondimenti e la Tac sono stati effettuati per inquadrare un quadro clinico estremamente complesso ed escludere altre patologie.
In merito alla presunta partenza in ritardo dell’elisoccorso l’Asl ha invece spiegato che le tempistiche sono state giudicate perfettamente compatibili con la condizione clinica del momento e con la stabilizzazione iniziale del paziente e che quindi l’intero caso sia stato gestito senza trascurare nulla.



