Morì schiacciato da un pioppo in via Zara, condannati Allegretti e Raffaelli

VIAREGGIO – ( di Aldo Belli e Letizia Tassinari ) – Sentenza di condanna questa mattina al tribunale di Lucca per Franco Allegretti e Riccardo Raffaelli.

Questa mattina è giunto a conclusione il processo di primo grado (giudice Marino e P.M. Leone) con una sentenza di condanna dei dirigenti del Comune di Viareggio Franco Allegretti (assistito dall’avvocato Ezio Menzione del Foro di Pisa) e Riccardo Raffaelli (assistito dall’avvocato Enrico Marzaduri di Viareggio), rispettivamente a 2 anni e 2 anni e 4 mesi. L’architetto Allegretti era succeduto all’ingegnere Raffaelli alla direzione del settore Ambiente e Verde Pubblico.

La sostanza della responsabilità sarebbe quella della negligenza, che avrebbe provocato la caduta dell’albero e la morte del ciclista. nLa sentenza ha suscitato scalpore almeno per due ragioni. La prima, che è apparsa fuori del buon senso, non potendo pretendere che una sola persona, sia pure con il proprio staff, possa badare quotidianamente ad oltre mezzo milioni di alberi, quanti sono quelli esistenti a Viareggio. La Cassazione, infatti, prevede il caso della «negligenza» quando l’ente proprietario, in questo caso il Comune di Viareggio, non intervenga tempestivamente a seguito di una segnalazione di pericolo. E nel caso dell’albero di Via Zara il Comune, ovvero né Raffaelli né Allegretti che gli subentrò, ricevettero mai alcuna segnalazione di pericolo riferita né all’albero in questione né all’area dove insisteva. L’albero, per altro, anche dalle perizie tecniche non avrebbe rilevato esternamente alcuna anomalia che suggerisse uno stato di malattia e di pericolo. Per quanto riguarda l’architetto Allegretti, poi, rimasto in carica come dirigente del settore Ambiente e Verde pubblico per soli 14 mesi, durante questo periodo fu proprio lui a predisporre tecnicamente l’accordo con SEA per la manutenzione del verde cittadino, e ad avviare il censimento del verde del Comune di Viareggio, poi fu defenestrato ad altro incarico.

Tutto ciò risulterebbe nelle carte, come hanno dimostrato e ribadito gli avvocati Marzaduri e Menzione. Ma il giudice, a quanto pare, non le ha ritenute sufficienti. Se ne riparlerà in appello. Intanto la sentenza parla chiaro: in Comune (e nono solo a Viareggio, ma in tutta la provincia di Lucca) stiano all’erta: ogni albero, bello o brutto, sano o malato, è diventato un potenziale corpo di reato per la Giustizia.

La tragedia in via Zara avvenne la mattina del 18 ottobre 2012 intorno alle 11. A perdere la vita, schiacciato da un pioppo argentato caduto improvvisamente, era stato un pensionato 84enne che stava percorrendo la pista ciclabile in sella alla sua bicicletta. Era morto cosi, in un attimo, Bernardo Piccinelli, vedovo, residente nel quartiere del Marco Polo a Viareggio. Una persona piena di vita, nonostante i suoi anni, che ogni mattina usciva per una pedalata. Fino a quel giorno quando, rientrando a casa, aveva perso la vita schiacciato sotto il peso del gigantesco albero le cui radici si erano spezzate, divelgendo anche l’asfalto. Sul posto, per liberare la salma dal grosso tronco e dai rami, erano intervenuti i vigili del fuoco, assieme al personale del 118. I rilievi, invece, erano stati effettuati da una pattuglia dei carabinieri e dagli agenti della polizia municipale arrivati con l’allora comandante Angelo Bertolucci, il responsabile della protezione civile comunale e dal sub commissario prefettizio Marco Brusco. Una tragedia annunciata, secondo di residenti di via Zara e del quartiere di Città Giardino: numerose, infatti, sarebbero state le segnalazioni al comune, per lo stato degli alberi della pineta di ponente, molti dei quali malati da anni e pericolanti. Per i tecnici del verde pubblico del Comune, invece, l’albero caduto non presentava, almeno apparentemente, nessun segno di “malattia” e il fatto che fosse caduto sarebbe stato imprevedibile. Ciononostante il sub commissario Marco Brusco aveva preso atto di quanto avvenuto ed aveva assicurato che la questione della vegetazione sarebbe stata presa in considerazione.

( foto di Letizia Tassinari )