Morina, Montemagni (Lega) all’attacco dopo i rilievi Arpat: «Gestione superficiale, impianto da chiudere».

VIAREGGIO – «Gli accertamenti di ARPAT Lucca sull’impianto della Morina hanno evidenziato, se mai ce ne fosse stato ulteriore bisogno, tutte le ombre e i limiti di SeaRisorse nella gestione dello stesso, con la redazione di un verbale di prescrizioni decisamente pesante», ad affermarlo è la capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Elisa Montemagni. «In particolare in merito alla questione dei “cattivi odori” sono emersi stoccaggi eccessivi e prolungati, il non rispetto del limite di altezza di 2mt, meno rivoltamenti del dovuto e la non miscelazione dell’ammendante con il sovvallo».

«Le “criticità gestionali” evidenziate da ARPAT Lucca sono molteplici hanno portato “ad un procedimento prescrittivo (…) e ad una comunicazione di notizia di reato per gestione non autorizzata, non soggetta alle prescrizioni, per la quale sono ancora in corso ulteriori indagini” – prosegue Montemagni – Nello specifico non sono stati rispettati alcuni limiti quantitativi autorizzati ed in particolare per la “biomassa combustibile”; i piazzali non sono mantenuti con le dovute prescrizioni e presentano gravi carenze nell’incanalatura delle acque meteoriche e nello scolo del percolato, con il lato sud che risulta addirittura privo del canale di scolo». Non finisce qui: «Durante i controlli non sono risultati attivati i fac simile dei registri di gestione dell’impianto e non è mai stata attivata la strumentazione per il monitoraggio del processo di stabilizzazione (!) – prosegue la consigliera – ARPAT Lucca evidenzia poi che SeaRisorse spesso non pesa i carichi di rifiuti in uscita nonostante disponga di una pesa propria, una mancanza grave visto che la verifica del peso in partenza e all’arrivo serve ad escludere smaltimenti abusivi durante il tragitto o il caricamento/miscelamento con altri rifiuti». «Sono inoltre state elevate sanzioni amministrative per superamenti dei parametri di cloruri sia in vasca che allo scarico in fognatura, per conferimenti fuori tipologia, e sono state rilevate gravi carenze in merito alla manutenzione della vasca di accumulo, trovata maleodorante con alghe, rovi e canne».

«La ditta, come evidenziato da ARPAT Lucca – che pare aver svolto un lavoro molto più approfondito e preciso rispetto ai colleghi di ARPAT Versilia – dal 2010 doveva predisporre il trasferimento dell’impianto in altro sito sia per la sua vicinanza al centro abitato sia per il ricadere dell’attuale all’interno dell’area del Parco Naturale, ma ad oggi mancano ancora proposte concrete – conclude Montemagni – questa situazione non può andare avanti: la Morina va chiusa e Reti Ambiente deve intervenire in tal senso».