Morricone: musica da leggenda e da Oscar

( di Eleonora Pieroni )- Si aggiunge così un altro pilastro nella storia del cinema, nella storia della musica, nella storia dei geni firmati made in Italy.
Silenzio in sala, attesa impalpabile, poi applausi, boato, standing ovation del pubblico. Da un terrazzino in platea si alza a respirare gli applausi, il sorriso dolce e furbo sotto gli occhiali da genietto, del nostro talento italiano.
Ennio Morricone vince l’Oscar per la colonna sonora di The Hateful Eight di Quentin Tarantino, dopo sei candidature (la prima nel 1979 per I giorni del cielo) e il premio alla carriera ricevuto nel 2007.
È il figlio ad accompagnarlo a ricevere “l’omino d’oro”, sorride, si avvicina al palco lentamente e tremolante, si commuove e legge il suo pensiero ringraziando le persone al suo fianco e Tarantino che gli ha dato la possibilità di poter essere sul palco degli Oscar. Ennio Morricone entra così negli annali degli italiani che vincono l’Oscar, con esattezza è il quinto italiano a vincere per la migliore colonna sonora, dopo Nino Rota (Il padrino 1975), Giorgio Moroder (Fuga di mezzanotte, 1979), Nicola Piovani (La vita è bella, 1999) e Michael Gioacchino (Up nel 2010).
Questa volta è arrivato a Los Angeles con la voglia di vincere la statuetta, questa volta non ha detto alla moglie Maria “Speriamo che non mi chiamino”, questa volta gli Accademy hanno riconosciuto e premiato il suo talento.
Ennio viene dalla tradizione del Melodramma italiano, ha composto musiche eccellenti in tutti i film in cui ha lavorato, tra cui per il grande Tornatore, ma questa volta ha creato una struttura sinfonica complessa, spiazzante, affascinante, quasi una nuova sperimentazione che va fuori dai suoi soliti canoni musicali.
Il compositore si è recato a Los Angeles qualche giorno prima della serata degli Oscar, dove inaspettatamente e con grande sorpresa ha ricevuto la stella sul Marciapiede di Hollywood, andando così ad annoverarsi nel gruppo degli artisti internazionali che brillano sullo “street carpet” di Hollywood.
Che dire? Grande soddisfazione nazionalpopolare!
Sembra che questo 2016 sia davvero l’anno di Ennio Morricone, e a coronare la sua storia sarà proprio il celebre regista italiano Giuseppe Tornatore che sta scrivendo un docu-film sulla sua vita.
Tra le cose che più colpiscono di questo uomo è il suo impegno costante, la sua dedizione al lavoro, alla sperimentazione, come se fosse una missione da portare avanti e lasciare alla storia della musica di tutto il mondo, non solo italiana.
Nel trailer realizzato da Tornatore, è sconvolgente vedere come questo uomo all’età di 87 anni, sia ancora così carico di energia e vitalità, il suo studio è pieno di carte, di spartiti, di libri sparsi in ogni angolo della stanza. La sua è un’autentica necessità di scrivere, di comporre all’istante, e immortalare tutta la sua ispirazione e il suo impulso artistico nel primo foglio che capita.
Il talento che si unisce alla follia artistica, la tecnica che si mescola all’impulso geniale, il passato che abbraccia il futuro.
È semplicemente esilarante, sconvolgente, emozionante osservarlo nel suo lavoro, un’ispirazione in carne ed ossa per tutti i giovani compositori e musicisti.
È dolcissimo sentire raccontare la sua storia d’amore con Maria, una storia di quelle vere, di quelle infinite che da ragazzini quali erano, li ha condotti fino alla vita ultra ottentenne in cima all’Oscar hollywooddiano.
Racconta che nonostante la sua età, si alza tutti i giorni alle 5.30 del mattino per fare attività fisica, stretching e piccoli esercizi che lo tengono sempre allenato nel corpo e nella mente. Ma la cosa sorprendente, è che lo fa in qualunque posto si trovi, sia a casa, che in hotel o nei luoghi pubblici; originalissime sono le sue flessioni tra il divano e il tavolo da tè in salotto, e ancor di più sulla panchina della stazione!
Si emoziona e si asciuga le lacrime quando parla di sua moglie: “la cosa di cui mi pento è di non averle dato abbastanza attenzioni quando ero in preda al mio lavoro, Maria ha sempre avuto una grande pazienza durante i miei momenti di impulsività, ma questo purtroppo fa parte della mia personalità”.
È questa la cosa che più colpisce di Ennio, più di ogni altra, un mix esplosivo di genialità, dolcezza, condivisione dei valori della famiglia, e passione per il suo lavoro. Da Los Angeles si recherà presto a Roma per continuare a lavorare su un pezzo, che non riguarda il cinema questa volta, come dire….. chi si ferma è perduto! E se lo dice lui alla sua età ….

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