“Movie cluster e green set”, in un libro il disciplinare per il cinema ecosostenibile

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PISA  – ( di Benedetta Del Padrone ) – “Lo studio è stato fatto, le risposte esistono, tutto è pronto!”, ecco cosa grida tra le righe il disciplinare GEA (green enteretainment act).

Già nel 2011 nella sua prima edizione, Ugo Di Tullio (Docente di Organizzazione e Legislazione dello Spettacolo Cinematografico e Teatrale presso l’Università di Pisa e direttore di Tgregione.it) e Daniela Marzano (esperta in best practies) volevano dare consapevolezza del forte impatto ambientale che ha l’industria cinematografica e di come ciò potrebbe essere concretamente in parte risolto
E’ nel gennaio 2015, con la nuova edizione, che il libro “Movie cluster e green set” propone, e lo dice già il sottotitolo, il Gea, Green Entertainment Act, un vero e proprio disciplinare per una filiera ecologica nell’intero ciclo delle produzioni cinematografiche.
Come spettatrice della presentazione del libro, presso il Palazzo Blu di Pisa, chi scrive è stata testimone dell’aria propositiva che si respirava, il termine giusto è: FUTURO!
Lo studio è stato accompagnato da entusiasmo e convinzione di chi si basa su ricerche certe a tal punto da mettere nero su bianco problematiche urgenti, che spesso per superficialità e convenienza non vengono considerate: l’ impatto inquinante di una produzione cinematografica o teatrale può essere paragonabile a quello di un’ industria edilizia o petrolifera (testimonianza diretta su un set cinematografico è stata: “Nella produzione di un film sono stati buttati via circa 2000 euro di cibo al giorno!!!”).
Gli studi, gli interventi nel testo ( di neo laureati in cinema come Claudia Caccamo, Beatrice Schiaffino e il giornalista Massimo Settimeli) e la stessa organizzazione della presentazione proviene dagli studenti dell’Università di Pisa, la quale è stata pioniera in Italia ad evidenziare queste problematiche ed avviarne un progetto.
Gli adulti hanno visto nei giovani una risorsa e non un problema da risolvere ed hanno compreso che l’unica mossa intelligente è quella di investire sulle persone. In che altro farlo altrimenti?
Il sostantivo, lo ripetiamo intenzionalmente ancora, è FUTURO; un futuro che può non solo essere desiderato, ma pure concretizzato ed è ciò che è stato esposto e scritto.
La “settima arte” non è solo una risorsa culturale e morale , ma anche un vera e propria macchina produttrice e in quanto tale può essere sfruttata come arricchimento del territorio, creando filiere lavorative e veri e proprio mestieri.
Nelle pagine si analizza scrupolosamente ogni fase della produzione cinematografica e teatrale (quest’ultima grazie al contributo dell’avvocato Barbara Gualtieri) ed è presente un raiting basato su lettere (AAA, BBB…) per monitorare e dare maggior consapevolezza oggettiva all’applicazione della filiera verde.
L’appello è indiretto ma chiaro, “lo studio è stato fatto, le risposte esistono, tutto è pronto!” e si rivolge a chiunque voglia avere consapevolezza di un settore industriale e culturale che ci circonda e alla responsabilità/coscienza delle istituzioni e dei produttori.
Il disciplinare è una risorsa ora alla portata di tutti, che risponde ad ogni quesito del problema, l’ultimo dubbio orimasto che dobbiamo porci ed indagare con sguardo critico è: perchè non usufruirne?

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