Mps, la mossa di Intesa Sanpaolo: Opas da 30,6 miliardi

Nel giro di pochi giorni, il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena è entrato nel vivo di una partita che potrebbe ridisegnare il panorama del credito italiano. Dopo l’apertura di Banco Bpm a una possibile aggregazione con l’istituto senese, è arrivata la mossa di Intesa Sanpaolo, che ha annunciato un’Offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sul Monte.

L’iniziativa del gruppo guidato da Carlo Messina cambia le prospettive di un dossier che sembrava orientato verso il dialogo tra Mps e Banco Bpm. Proprio nei giorni scorsi, infatti, la banca milanese aveva proposto al Monte di avviare un confronto per valutare un’integrazione costruita su un modello di equilibrio tra le due realtà. L’operazione avrebbe dato vita, secondo Banco Bpm, a uno dei maggiori gruppi bancari del Paese, con una valorizzazione superiore ai 50 miliardi di euro e sinergie stimate oltre il miliardo annuo.

Adesso, però, sul tavolo c’è una proposta concreta da parte di Intesa Sanpaolo.

L’Opas riguarda fino a 3.036.151.673 azioni di Mps e prevede, per ogni titolo del Monte, un corrispettivo composto da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo più un euro in contanti. L’offerta valorizza le azioni della banca senese 10,091 euro ciascuna, riconoscendo un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale registrato il 5 giugno.

Il valore massimo complessivo dell’operazione, in caso di adesione totale, è pari a 30,6 miliardi di euro. L’avvio dell’offerta resta subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni previste dalla normativa.

L’annuncio ha avuto effetti immediati sui mercati finanziari. In apertura di seduta, il titolo Mps ha registrato un balzo fino al 10%, mentre sono saliti anche Mediobanca, Generali e Bper. In flessione, invece, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm, quest’ultima ora chiamata a valutare le proprie prossime mosse.

Nel progetto illustrato da Intesa entra anche Unipol, che ha raggiunto un’intesa per rilevare una banca composta da 635 sportelli Mps dopo il completamento dell’operazione. Successivamente, il gruppo assicurativo potrebbe proporre a Bper, di cui è azionista di riferimento, una combinazione con la nuova realtà bancaria. Per sostenere il piano è previsto un possibile aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro.

Per Intesa Sanpaolo, l’integrazione consentirebbe di rafforzare diversi comparti strategici, dal risparmio gestito al credito alle imprese, fino al consumer finance, facendo leva sulle complementarità tra i due gruppi.

“L’offerta rappresenta un’operazione di mercato rivolta direttamente a tutti gli azionisti dell’emittente”, sottolinea Intesa Sanpaolo nella nota diffusa al mercato, evidenziando come saranno proprio i soci del Monte a decidere se aderire al progetto.

Dopo anni complessi e un lungo percorso di rilancio, Monte dei Paschi torna così al centro delle strategie dei grandi gruppi bancari italiani. Nelle prossime settimane saranno decisive le valutazioni degli azionisti, le autorizzazioni delle autorità competenti e le eventuali contromosse degli altri protagonisti del settore.


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