Mps, Mugnai in aula: “Un disastro prodotto dalla smania di controllo del Pd. E non è finita”

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FIRENZE – «Il lavoro svolto sul Monte dei Paschi di Siena dalla commissione d’inchiesta è importante, ma ancor più importante è che oggi il Pd riconosca pienamente che la smania praticata sin qui di voler controllare ogni snodo della vita dei cittadini, vantandosene anche in maniera un po’ tronfia, è all’origine di ciò che sta succedendo a Siena, al Monte dei Paschi, e delle contraddizioni con cui il vostro partito prima o poi si troverà a fare i conti». Chiude così il suo intervento, con un pronostico che definisce «facile», il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai che in aula ha preso parte al dibattito sulle relazioni conclusive della Commissione regionale d’Inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.

Riconosciuta la maggior lucidità di oggi nel Pd, Mugnai ha chiesto un ulteriore passo avanti: «La vicenda Mps – ha affermato – racconta di un partito che vuole farsi Stato, divenendo un Grande-Fratello-Partito che tutto vuol controllare e che vuol essere in ogni snodo della vita quotidiana dei cittadini. E’ l’atteggiamento che del resto ha distinto il Pd, in ogni accezione semantica assunta nella storia, in tutta l’attività di governo dei territori a livello locale, regionale, nazionale. E’ un fatto culturale, prima ancora che operativo».

«Io ora mi rendo conto che i cittadini rimangono attoniti dinanzi al fatto che non ci siano colpevoli. Purtroppo la vicenda non è chiusa. E io trovo raccapricciante l’atteggiamento che l’attuale presidente del consiglio ha adottato in merito a questa vicenda: non è pensabile che uno che abbia minimo interesse per la cosa pubblica, oltre che per la propria carriera politica, arrivi a posticipare una serie di scelte su una banca strategica come Mps rispetto alla scadenza referendaria del 4 dicembre. Fare le Cassandre – aggiunte Mugnai – è antipatico ma in certi casi è facile: le settimane che il governo sta perdendo si sconteranno. E siccome il buongiorno si vede dal mattino ho l’impressione che a scontarle non saranno i responsabili, ma i cittadini e i lavoratori».

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