Musei toscani per l’Alzheimer: la terapia della cultura

FIRENZE- In Italia sono ben 600.000 i malati di Alzheimer. Un numero, purtroppo, costantemente in crescita. Questa sindrome degenerativa comporta nella persona che ne viene colpita una profonda sofferenza anche di tipo psicologicoArte e cultura si prestano a coloro che affrontano la sfida di vivere in condizione di demenza.  In un ambiente privo di barriere cognitive le persone con demenza possono partecipare pienamente alla vita sociale e culturale e trarre da essa notevoli benefici.

La cura di un parente malato di Alzheimer è impegnativa sia sul piano organizzato sia su quello emozionale. Familiari e amici si ritrovano a dover affrontare e gestire il radicale cambiamento della persona malata che porta a una progressiva perdita dell’identità e della storia affettiva. Una tale situazione comporta sentimenti di impotenza, solitudine, ansia e angoscia anche nelle persone che vivono accanto a chi è colpito dalla patologia. 

Per i malati di Alzheimer la terapia farmacologica è diretta a contrastare alcuni aspetti di un quadro clinico destinato ad un inevitabile peggioramento, e quella verbale, a causa dei gravi deficit mnemonici, cognitivi e linguistici che accompagnano i pazienti, non può essere avviata. Si deve perciò ricorrere a pratiche riabilitative e terapeutiche che coinvolgano il paziente, lo stimolino in modo adeguato, cercando di mantenere e ravvivare il suo interesse con il mondo esterno e con gli altri.

Secondo gli studi, i musei possono contribuire a rendere la società più amichevole nei confronti delle persone colpite da Alzheimer e altre forme di demenza. Da parte della regione Toscana vi è da questo anno, un nutrito programma di iniziative in tutte le province.

per info : www.regione.toscana.it/-/musei-toscani-per-l-alzheimer