Museo del Lavoro, revisione scientifica dei contenuti e abbattimento delle barriere architettoniche per una ripartenza in grande stile

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SERAVEZZA – Riaperto la primavera scorsa dopo gli importanti lavori di ripristino e consolidamento del tetto (costati circa 140 mila euro), il Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica ospitato al secondo piano di Palazzo Mediceo fa oggi un ulteriore salto di qualità con il completamento del secondo step di revisione scientifica dei contenuti. Il progetto della Fondazione Terre Medicee è realizzato grazie anche a un contributo della Regione Toscana e punta alla progressiva revisione dell’apparato grafico, dei testi e delle immagini a supporto dell’esposizione, articolata su undici sale e con una formidabile raccolta di quasi duemila oggetti a testimonianza delle principali e tradizionali attività della Versilia Storica (il territorio, la vita contadina, i costumi e le tradizioni, l’ambiente domestico, la tessitura, il mondo del marmo, delle miniere e delle ferriere). Alle tre sale rinnovate in precedenza se ne aggiungono adesso altre cinque, con la previsione di completare il lavoro nelle tre sale rimanenti, quelle dedicate al marmo, entro il 2018. «È stata operata una complessiva revisione dei testi, arricchiti in alcuni casi con nuove informazioni ritenute rilevanti per una migliore comprensione degli argomenti trattati», spiega Fiammetta Galleni, coordinatrice del lavoro per conto della Fondazione. «I testi sono stati inoltre tradotti in lingua inglese ed i pannelli sono stati ripensati caratterizzando le varie sezioni del museo con colori diversi, per rendere più chiara la successione tematica e più intuitivo il percorso di visita. Tra le novità introdotte, cito a titolo di esempio le informazioni sulla Magona Medicea, che aveva uno stabilimento di lavorazione dei metalli proprio a fianco del Palazzo, l’angolo dedicato ai giochi tradizionali dei bambini e la sezione che rende omaggio alle sorelle Barberi di Ponterosso e ad Angiolina Vannucci di Levigliani, le cosiddette “tessandore” (tessitrici, in versiliese) che si distinsero nel secolo scorso per la grande abilità e inventiva nella realizzazione di tessuti artigianali. Le foto dei vecchi pannelli, non più utilizzate, andranno ad arricchire la fototeca storica comunale».

 

La revisione scientifica dei contenuti è un elemento che contribuisce ad allineare il Museo del Lavoro agli standard fissati dalla Regione per le strutture museali toscane. Un altro aspetto importante è quello dell’accessibilità. «E anche in questo caso siamo orgogliosi di poter dire di aver compiuto recentemente un passo decisivo, realizzando in contemporanea con i lavori al tetto una piccola ma importantissima opera di abbattimento delle barriere architettoniche», spiega il vicepresidente della Fondazione Terre Medicee, assessore Giacomo Genovesi «grazie alla quale adesso il 95% della superficie del secondo piano, e quindi del Museo del Lavoro, è pienamente fruibile dai disabili, che accedono con l’ascensore e possono muoversi in piena autonomia in dieci sale su undici. Ci auguriamo di poter trovare presto una soluzione anche per la sala mancante».

Per festeggiare il rinnovo del Museo del Lavoro, Galatea Versilia organizza per sabato 11 novembre, dalle 18 alle 19, una visita guidata dedicata ai più piccoli e alle famiglie. La prenotazione è obbligatoria e può essere fatta telefonando al 349 1803349 oppure al 339 8806229. Il biglietto d’ingresso costa 6 euro per i soli bambini (ingresso gratuito per i genitori).

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