Museo Fattori di Livorno riapre con nuovi capolavori

Dopo un importante intervento di riallestimento, il museo civico “Giovanni Fattori” di Livorno riapre al pubblico oggi nelle sale di villa Mimbelli, presentando un percorso espositivo completamente rinnovato. Il progetto, curato dal direttore scientifico dei musei livornesi Vincenzo Farinella, valorizza le quasi quattrocento opere della collezione, molte delle quali restaurate, attraverso spazi più moderni, inclusivi e una nuova illuminazione a led.

Tra le principali novità spicca l’acquisizione del dipinto “Gli Eccidi di Livorno” di Giovanni Fattori, entrato a far parte della collezione grazie all’Art Bonus e alla donazione di Erredue. L’opera racconta i tragici moti livornesi del 1849 e rappresenta un tassello fondamentale per comprendere il percorso artistico e civile del maestro dei Macchiaioli.

Il nuovo allestimento ripercorre l’intera carriera di Fattori, dalla celebre “Carica di cavalleria a Montebello” ai grandi dipinti dedicati al Risorgimento, fino ai paesaggi, ai ritratti e alle opere degli ultimi anni, culminando con l’ultimo quadro rimasto incompiuto, raffigurante un cavallo sul mare di Livorno.

Il percorso si amplia inoltre ai protagonisti dell’arte toscana tra Otto e Novecento, con opere pregevoli di Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Cristiano Banti, Vittorio Corcos, Plinio Nomellini, Giovanni Boldini, Amedeo Modigliani, Oscar Ghiglia e Lorenzo Viani.

Per la prima volta il museo dedica anche una sala permanente a Leonetto Cappiello, celebre illustratore e cartellonista livornese, con dipinti e una selezione dei manifesti pubblicitari che lo hanno reso uno dei protagonisti europei della grafica del Novecento.

La riapertura restituisce valore anche a Villa Mimbelli, raffinata dimora ottocentesca inaugurata nel 1875, i cui ambienti storici, dalla Sala degli Specchi alla Sala da Fumo in stile moresco, diventano parte integrante dell’esperienza di visita. L’acquisizione degli Eccidi di Livorno rappresenta inoltre un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. «Sostenere la cultura significa investire nel futuro della comunità», ha dichiarato il presidente di Erredue, Enrico D’Angelo, sottolineando il valore della tutela del patrimonio artistico come elemento di sviluppo sostenibile.

Anche l’assessora alla Cultura Angela Rafanelli ha evidenziato il significato della riapertura, definendola una nuova partenza per un museo «più ricco, vivo e aperto alla città», grazie anche al contributo delle imprese che hanno scelto di investire nella valorizzazione del patrimonio culturale livornese.

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