Botta e risposta tra il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sul tema della ricostruzione dopo l’alluvione del 2023. Al centro del confronto la mancata richiesta dello stato di ricostruzione da parte della Regione, mentre resta aperto il dibattito sulla gestione delle risorse e delle procedure successive all’emergenza.
La Toscana è una delle poche regioni italiane a non avere chiesto l’apertura dello stato di ricostruzione”, in questo caso dopo lo stato di emergenza conseguente all’alluvione del 2023. A dirlo è stato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile, in una conferenza stampa dopo la sua visita all’Autorità di bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale a Firenze. Musumeci ha spiegato di aver scritto due volte alla Regione “per chiedere come mai non avessero avanzato la richiesta di apertura dello stato di ricostruzione: tutte e due le volte non c’è stato data risposta”. Dal 2023, ha spiegato il ministro, la Toscana “ha avuto 459,3 milioni di euro con sei diversi provvedimenti”, e “in alcuni luoghi si è già arrivati al 90% dell’impiego, non dico della spesa, in altri si è un po’ indietro. Qui sarebbe facile fare le pagelle e non è mia abitudine e neanche mio compito farle. Questo lo dico perché dalla Toscana mi arrivano a Roma segnali di alcuni enti locali particolarmente impazienti, esuberanti, che volendo allontanare le proprie responsabilità pensano di puntare il dito sul governo nazionale e in particolare sulla Protezione civile, sul ministro Musumeci. Io faccio il ministro, naturalmente non partecipo a queste gare di bassa cucina politica. Dico soltanto che 459,3 milioni sono una bella risorsa”.
A rispondere è stato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che ha ricordato che attualmetne la Toscana è in stato di emergenza fino al 31 dicembre 2026. Finito questo periodo, dunque a inizio 2027, verrà chiesto lo stato di ricostruzione.



