La compagnia Muta Imago inaugura stasera al Teatro Cantiere Florida di Firenze la tredicesima edizione di Materia Prima Festival. Fino al 14 aprile, Murmuris proporrà le produzioni più interessanti e innovative del panorama teatrale e performativo contemporaneo. Lo spettacolo di questa sera, intitolato “Atomica”, è ispirato alla corrispondenza tra il filosofo tedesco Günther Anders e il giovane aviatore texano che diede l’ok allo sgancio della bomba su Hiroshima nel 1945. Straordinariamente contingente, la messa in scena della formazione vincitrice del premio Ubu indaga la responsabilità individuale di fronte a eventi di portata collettiva e le conseguenze di un evento straordinario sulla vita di un essere umano. Allo stesso tempo narrazione di un’amicizia profonda, pone domande attualissime: come ci confrontiamo con eventi di fronte a cui ci sentiamo piccoli e insignificanti? Come tornare ad essere sensibili verso ciò che è troppo grande o troppo lontano per essere immaginato?
L’edizione 2026 del festival propone un cartellone rivolto a ogni fascia di spettatori e spettatrici: opere in Lingua dei segni italiana (LIS) e una selezione di titoli per sostenere l’idea di un teatro senza barriere, capace di parlare a tutte e tutti, dove nessuno si senta fuori posto, non previsto o non all’altezza. Nato col sostegno e il contributo di Mic – Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze e Fondazione CR Firenze, quest’anno vanta un’ospite d’eccezione: Eugenio Barba, iconico fondatore dell’Odin Teatret, al festival per celebrare 90 anni sul palcoscenico.
Quattro i lavori in prima assoluta. “Je suis radio”, performance sonora site-specific di e con l’artista e ricercatrice Gaia Ginevra Giorgi, selezionata da Exibart tra i nomi emergenti 2024, in scena insieme al compositore e musicista Devid Ciampalini. “Primo Amore”, nuova produzione firmata Sotterraneo con Fabio Mascagni su testo della drammaturga premio Ubu Letizia Russo. “Quattro Quarti”, nuovo lavoro di Alessandro Averone che unisce quattro testi brevi di Samuel Beckett. E infine “La prima e l’ultima”, tributo ad Aristofane dei Sacchi di Sabbia. E ancora, in scena un lavoro di Bernard-Marie Koltès, una performance immersiva di Cuocolo/Bosetti ospitata per l’occasione dal Museo Stefano Bardini, i romani di Controcanto Collettivo e la “Batracomiomachia” leopardiana, prodotta dal Teatrino dei Fondi con Il Lavoratorio, pensata anche per piccoli spettatori e spettatrici con le loro famiglie. Il programma completo della manifestazione qui.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



