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Nardella, Cpr? “Non ci piacciono ma chi commesso reati meglio in un centro che fuori”

“A Giani dico: d’accordo, non ci piacciono i Cpr di Salvini e allora mettiamo in campo le nostre soluzioni senza però fare più l’errore che la sinistra ha fatto da una quindicina d’anni a questa parte, ovvero sottovalutare la questione della sicurezza. Molto meglio che una persona che ha compiuto reati sia in un centro che alla stazione dove può delinquere ancora”. È quanto ha dichiarato l’ex sindaco di Firenze ed europarlamentare del Pd Dario Nardella, intervistato da La Nazione.
“Credo sia sbagliato archiviare il tema dei rimpatri dicendo semplicemente di ‘no’ ai Cpr”, spiega. “Io credo – aggiunge – che sia sbagliato demonizzare a prescindere la misura che era stata pensata dal decreto Minniti-Orlando. Il punto su cui riflettere è un altro. Dobbiamo salvare la parte buona del decreto che è stato stravolto da Matteo Salvini e da lì ripartire ricreando gli Sprar, strumento chiave per i Comuni per garantire integrazione, lavoro e insegnamento della lingua, demoliti dal ministro, il quale di fatto, con il tempo, ha trasformato i Cpr in degli pseudo-carceri”. Nardella lancia anche una proposta, di ribattezzare “questi luoghi in Cri, ovvero centri di rimpatrio e integrazione”. Alla domanda se sia un messaggio che manda a Elly Schlein, Nardella risponde che della segretaria del Pd “apprezzo molto l’aver messo al centro del dibattito la sicurezza. Diciamo piuttosto che è un appello che mando in generale al mio partito: non dividiamoci, riprendiamo la filosofia della legge del 1998 Turco-Napolitano, due grandi figure tra l’altro della sinistra di questo Paese, che disciplinava per prima la materia dell’immigrazione in Italia”. Il modello è quello dei Cpt, i centri di permanenza temporanea, con cui “c’erano qualcosa come 20mila allontanamenti all’anno ma con centri che avevano chiari profili amministrativi e di tempistiche, ovvero detenzioni di soli 30 giorni e non di 18 mesi come oggi”. “Ci sono temi delicati ma ineludibili, è facile comporre un’alleanza quando si è tutti d’accordo sullo stesso tema. E comunque io sono fiducioso che si possa trovare un fronte comune sul tema della sicurezza. Oltretutto del leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte condivido in pieno la richiesta relativa alla procedibilità d’ufficio per i reati predatori come i furti in casa e borseggi”. Una sintesi “si può e si deve trovare. Gli strumenti ci sono tutti di fronte a un governo che su immigrazione e sicurezza si è fermato agli slogan”.


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