Nel Casentino, il Festival della Fotografia parla di spiritualità

Una riflessione sul ruolo del sacro nella contemporaneità, tra tradizioni religiose, rituali collettivi, memoria, corpo e ricerca di significato. È il cuore dell’edizione 2026 del Festival della Fotografia Italiana, in programma dal 12 giugno al 6 settembre in Casentino (Bibbiena, Poppi, Pratovecchio Stia). Il tema di quest’anno, “Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale”, diventa particolarmente significativo nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Uno dei più importanti appuntamenti nazionali dedicati alla fotografia, il festival propone un ricco programma di mostre, incontri, formazione e progetti dedicati ai giovani autori; con la direzione artistica di Denis Curti e Roberto Rossi, è promosso da FIAF ETS– Federazione Italiana Associazioni Fotografiche con il contributo di Fondazione CR Firenze.

Cuore della manifestazione sarà la mostra “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro”, curata da Denis Curti e ospitata presso il CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena. L’esposizione riunisce 21 autori italiani in un percorso costruito attraverso dieci confronti tematici che indagano il rapporto tra fotografia e spiritualità contemporanea. Tra i protagonisti figurano Tiziano Terzani, Ferdinando Scianna, Massimo Sestini, Bruno Cattani, Massimo Siragusa, Pepi Merisio e molti altri autori che esplorano temi come il divino, il corpo, il paesaggio, la luce, il mito e il viaggio spirituale.

Accanto alla mostra centrale, la sezione “Proposte” presenta progetti dedicati alla spiritualità contemporanea firmati da autori come Michele Borzoni, Giulio Di Sturco, Ivo Saglietti e Fausto Podavini, offrendo uno sguardo sulle diverse forme del sacro nel mondo di oggi. La sezione amplia il percorso della mostra centrale e conferma una delle vocazioni più riconoscibili del Festival: costruire un dialogo vivo tra ricerca autoriale, temi culturali urgenti e luoghi.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca anche la mostra “L’abito fa il monaco. Porporati e preti, suore e frati nel cinema e nella fiction italiani degli ultimi decenni”, ospitata al Castello dei Conti Guidi di Poppi. Curata da Antonio Maraldi, l’esposizione racconta la rappresentazione di preti, suore, frati e cardinali nel cinema e nella fiction italiana.

Il Festival conferma inoltre il proprio sostegno ai giovani talenti attraverso le call Nuovi Sguardi e Percorsi – Dal progetto al libro fotografico, dedicate rispettivamente agli autori under 35 e all’editoria fotografica. L’apertura è prevista dal 12 al 14 giugno con un calendario collaterale di talk, portfolio review e incontri aperti al pubblico. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito, confermando la vocazione del Festival come spazio di cultura, confronto e valorizzazione del territorio del Casentino. Fondazione CR Firenze dona 4 visite guidate gratuite ai cittadini di Firenze e relativa Città metropolitana, Arezzo e Grosseto con le rispettive aree provinciali (prenotazione obbligatoria).


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