Nessuno tocchi Giancarlo Favarin

(di Giacomo Bernardi) – Ha sbagliato. E lo ha riconosciuto. Ha agito d’istinto, di rabbia, di frustrazione. E si è scusato. Quello che è successo negli ultimi minuti di Lucchese – Alessandria, lo scorso 27 gennaio, è finito sulle prime pagine di tutte le testate giornalistiche, sportive e non, a livello nazionale. Ed ecco che in un attimo, Giancarlo Favarin, da anni esempio di un calcio pulito, leale ed onesto, pare si sia trasformato in un mostro. Il potere della stampa. Il potere di chi vuol scegliere per gli altri, di chi ha la presunzione di scrivere le verità, magari a cinquecento chilometri di distanza dall’accaduto, dietro ad un computer, guardando solo gli highlights della partita. Non funziona così.

La verità, domenica e sempre, può raccontarla solo chi c’era. Chi ha vissuto. Giancarlo Favarin, come è stato confermato in sala stampa a più riprese, è stato provocato ed insultato pesantemente per tutta la durata del match. Quando poi, è stata coinvolta anche la team manager della Lucchese, tra offese, sputi e minacce di ogni genere, non ci ha visto più. Un gesto inconsulto, certo, di cui il Mister dei rossoneri si è assunto ogni responsabilità con una nota ufficiale e che gli è costato una squalifica fino al 30 giugno 2019. Tradotto: non lo vedremo più in panchina per questa stagione.

Una squalifica pesante, ma in parte condivisibile, se non fosse per la grande disparità di trattamento utilizzata dal Giudice Sportivo della Lega Pro. Il bollettino di giornata è tutto da leggere, più di una volta. Casi similari giudicati abissalmente differenti per gravità e violenza, gesti analoghi considerati diametralmente gravi. Il calciatore Rossini, della sana e solida realtà Albissola, è stato squalificato per cinque giornate, si legge. Che cosa ha fatto? Niente di grave, una testata ed un pugno all’allenatore della Pro Vercelli. Ecco allora che qualche domanda sorge spontanea. Forse l’appello del Presidente Ghirelli, che ha invitato pubblicamente a punire in maniera esemplare Favarin, ha colpito nel segno? Forse la tanto bistrattata Lucchese ed il suo tecnico possono essere tranquillamente utilizzati come capro espiatorio? (Tanto cosa hanno da perdere…).

A Lucca, nelle ultime ore, qualcuno parla addirittura di un possibile licenziamento di Favarin per giusta causa. La malefica conclusione di un piano studiato a tavolino? Ci auguriamo con tutto il cuore di no. Nonostante il gesto, nonostante la comprensibile rabbia, nonostante la squalifica, Giancarlo Favarin resta, in un calcio che ha purtroppo ancora pochi sani valori da trasmettere ai giovani, un esempio di passione, di amore per questo sport, di spirito battagliero e competitivo, di fedeltà alla maglia. E chi lo conosce lo sa bene. I tifosi della Lucchese, lo staff, i dipendenti e la squadra si sono schierati con il loro allenatore. Condannate pure il gesto, ma lasciate stare l’uomo. Quello non si discute. Nessuno tocchi Giancarlo Favarin.