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Nicla, aneurisma dopo il parto: podcast e raccolta fondi

Ci sono podcast che affrontano questioni politiche o geopolitiche; quelli che si concentrano su libri, cinema, sport, sociale, attualità. E poi c’è un podcast più intimo, privato. Ma potente, perché pensato e realizzato quasi sei mesi fa per riportare indietro un’amica, per strapparla dal coma. “Ciao Nicla, oggi è venerdì 27 febbraio e questo è il tuo podcast: Ricordi”, e parte ‘Brasil pandeiro’ dei Novos Baianos. Una canzone cara a Nicla, 36 anni, di Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, fiorentina di adozione, dove fa la tecnica di radiologia al Meyer. Il 18 agosto diventa mamma per la seconda volta. Ma il 24, appena sei giorni dopo, un aneurisma cerebrale si rompe mentre è in camera ad allattare il suo piccolo Arturo. Scatta l’emergenza, l’elisoccorso la trasporta all’ospedale di Careggi. Da lì gli interventi, la terapia intensiva e dopo mesi di coma, oggi si trova in uno stato di coscienza minima fluttuante. Tutto travolto: la famiglia, il compagno Cesare (che ha ridotto il lavoro da tempo pieno a part-time) e i figli, con Arturo, Ernesto di tre anni; i genitori che dalla Verna si sono trasferiti a Firenze per fare i nonni a tempo pieno e andare ogni giorno in ospedale; gli amici di sempre. E proprio gli amici pensano a un podcast per riannodare il filo di memoria e le parole che Nicla ha perduto. Nicla oggi dà piccoli segnali anche grazie a questo podcast, mentre accanto a lei c’è una ‘famiglia allargata’ che non si arrende. E c’è un team medico-sanitario che prima le ha salvato la vita, nel reparto di rianimazione di Careggi, e ora sta facendo di tutto, prima nel reparto di neurochirurgia e ora all’istituto Don Gnocchi, per restituirle una vita il più normale possibile. Per questo hanno attivato una raccolta fondi su GoFundMe (https://gofund.me/ce6198ff7), con l’obiettivo di sostenere concretamente la famiglia. Una richiesta di aiuto che, in pochi giorni, ha già raccolto quasi 60.000 euro, “segno di una comunità che si è stretta attorno a Nicla e ai suoi cari”, aggiungono gli amici. Il podcast è “un modo per accompagnare Nicla in questo cammino difficile, perché possa continuare a sentire quelle voci che la chiamano per nome e, un giorno, tornare ad abbracciare i suoi bambini”.


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