Presentata una mozione in Consiglio Regionale per bloccare l’ipotesi del Cpr a Collesalvetti avanzata dal Ministero dell’Interno. Alessandro Franchi e Serena Spinelli chiedono alla Giunta Toscana di difendere il modello di accoglienza diffusa contro la strategia dei “porti lontani”.
Sono tante le ragioni che hanno spinto Franchi e Spinelli ad avanzare la propria mozione contro la realizzazione di un Cpr in Toscana, più precisamente a Collesalvetti. Secondo i due consiglieri infatti il Ministero dell’interno avrebbe preso la decisione senza alcun coinvolgimento o reale confronto con le amministrazioni locali di Collesalvetti e Livorno. Inoltre il sito individuato è considerato del tutto non idoneo sotto il profilo territoriale e strutturale.
La scelta secondo Franchi e Spinelli appare quindi come un tentativo di rendere strutturali gli sbarchi a Livorno e Carrara, lontani dalle rotte di salvataggio, per ostacolare l’attività delle ONG e aumentare i costi delle missioni umanitarie: costringere migranti già stremati a ulteriori trasferimenti verso nord rappresenta un’inutile sofferenza che ne compromette la salute e la dignità.
“La solidarietà non si impone dall’alto, si costruisce con il rispetto per le comunità locali e la programmazione – tuona infatti attraverso i propri canali sociali Alessandro Franchi -. Difendiamo la strada dell’integrazione, non quella della gestione emergenziale che il Governo vorrebbe applicare anche con il CPR di Aulla.”
Contro l’ipotesi di grandi strutture centralizzate o emergenziali, la proposta del consigliere Franchi ribadisce la validità dell’esperienza toscana, caratterizzata da un sistema basato su piccole strutture distribuite sul territorio per favorire l’integrazione reale e dalla collaborazione costante con le associazioni e le realtà sociali che operano quotidianamente nel campo dei diritti umani.
La mozione depositata in Consiglio Regionale impegna ufficialmente la Giunta a contrastare l’ipotesi del Ministero, aprendo un fronte comune con i sindaci e le associazioni per un’accoglienza che sia finalmente umana e programmata.




